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Furore è un paese dipinto nel vero delle rocce e delle case.. di Giuseppe Liuccio

Riceviamo e pubblichiamo questo pezzo di Giuseppe Liuccio che viene pubbicato contemporaneamente da Positanonews e da Unico settimanale, due giornali online  che coprono quasi tuto i territoro delle due costiere l’amalfitana e la cilentana.

Furore  è un paese dipinto nel vero delle rocce a carezza di mare e scalata di cielo nel bianco delle case ad arabescare  il verde dei vigneti e dei limoneti, che, secondo le stagioni gonfiano umori alle pigne d’uva o o espongono ciondoli  d’oro sui  terrazzamenti c dei limoneti. E’ stupore quel  fiordo risanato,frutto d’amore di montagna e mare
Ci sono stato di recente peri  riprovare  emozioni  intense e riscoprire l’anima di poeta  che sbrigliò la mia emotività intensa che registrai nel profondo  in una notte di luna piena  dell’estate di circa 20 anni fa ma, soprattutto per rivedere e riabbracciare salutae insiene a luiil nuovo anno. Mi sono  incantato al bianco delle case ad arabescare il verde dei vigneti e dei limoneti che espongono ciondoli d’oro nel verde del fogliame sui tezrazzamenti    con le iridescenze delle chiese che sfavillano al sole. Contagia  sempre   stupore quel fiordo risanato, frutto d’amore di montagna e  mare L’alba vi biancheggia a gola di  strapiombo e la brezza  increspa  il pelo all’acqua verde; l’agave succhia  vita  alle falesie e minaccia trafitture ai ceppi  di  fichidindia esposti a barricate precipiti a voragine di mare E’ un museo vivo, miracolo  di esistere, per  la estrosa  intelligenza di un  sindaco, Raffaele Ferraioli, determinato e fattivo, che  coniuga, in feconda sinergia,originalità ed  intraprendenza nella progettualità e pragmatismo ed efficienza nella realizzazione,. Me ne convinco sempre più inerpicandomi per  i tornanti  di una strada che mi  impone una sosta nella piazzetta/sagrato  di Sant’Elia, un tesoro di chiesa  con quel gioiello di campanile luminoso e quel trittico di fattura  mirabile. Stanno per riprendere i lavori al “Furore in report, che nella prossima estate riprenderà  a recitare il ruolo da primato nel settore della ricettività, in cui la vacanza di qualità. E’ l nuovo turismo della Divina, che arricchisce e qualifica, puntando su nuove  ed  esclusive nicchie di  mercato, sottolinea  con la vivacità dell’occhio furbo Raffaele Ferraioli mentre mi  accompagna lungo la via dell’amore lungo  un sentiero, all’ombra degli ulivi  profumato di macchia mediterranea  che minaccia il volo  ardito nell’abisso dirupante della Praia dell’Africana   con il canto contagioso di eternità  della bella bellezza della poesia .Ed i l racconto contagiosa di estrosa  creatività continua in un  lungo viaggio in cui  riecheggia sulle ali della brezza  e  si materializza  su di un petto di collina ubertosa e ridente  al trionfo del sole ad uno degli ultimi tornanti  di quell’arditezza di strada  Siamo nella contrada Meco, un monaco estroso e un po’ bizzarro , che fu a capo di una organizzazione, a mezza strada tra setta e chiesa, i  cui componenti buontemponi  e goderecci. predicavano e praticavano, senza  ritegno Iltactus ed il contactus sulla spinta dell’insana passione dei sensi  furor,  Di qui il toponimo della contrada, FURORE,che caracolla  nella festa dei coltivi dalla montagna  a mare con un dislivello da capogiro.; iL racconto continua sul terrazzo di “Bacco”,  tolda di nave prona al varo  nel  delirio di luce tra cielo e mare in un  anfiteatro di costa, che dalla Punta della Campanella e, passando per  Li Galli e, via via, per Amalfi, Capodorso, Salerno e fin laggiù alla piana di Paestum  e Punta  Licosa, chiude con Palinuro l’avvincente saga di miti e leggende, la straordinaria epopea di storia, la perenne esposizione a  cielo aperto di un inesauribile museo di arte e natura, che  s i  materializzata in una passeggiata  ancora in fieri, ma a alle ultime rifiniture di una carrellata di  citazioni nel  blu delicato ma inteso    che  spicca nel bianco accecante dei muri sostenuti  da colonne  di o meno grandi  della letteratura meno della letteratura  iin cui compare più volte anche il mio nome, accanto a quello di miei Maestri Gatto e Quasimodo , il che  mi  ha strappato qualche scheggia di delirio di di orgoglio e mi commuove. E l’ultima follia , oltre cke inimmaginabile sorpresa  del  creativo e generoso amico,Mi si  maaterializza così un pezzo di paradiso portato qui dalle ali degli angeli. Consumiamo l’intero pomeriggio fino all’imbrunire tra n fra apologhi legati a Mecco, con, tra l’altro, la convincente teoria d dell’uomo allodola,  che va a letto all’che va a letto all’imbrunire e si sveglia all’alba, pronto alla fatica e l’uomo gufo, che dorme di giorno  egode, vitaiuolo e scintillanante di notte, una sorta di Meco.,Ma  c’è ancora una bottiglia di “fiord’uva  di di Marisa Cuomo, che è gloria di questa  terra e che da anni batte tutti  i primati dell’enologia  di  qualita, conil  tocco finale del digestivo  delle janare”, streghe  baccanti, assunte a simbolo i  di devote del monaco  Meco e del dio Bacco, che, che ha fornito il nome al Ristorante. Come dire di  NO’? E’la bevanda giusta per la discussione  appassiona ta con l’attualità della politica. Ed il tema si sposta sul dramma dei migranti   del  e nel  Mediteranneo.La  cpsta di Amalfi  e conseguentem0ente Furore sono assunti  a simbolo

artì Enea e sulla rotta tracciata dagli dei cercò  in approdi di tormentati  una patria nova/antica  e fondò un  regno che, innervato sul passato si proiettò nel futuro, nel segno della pietas e della Tolleranza..

Partirono i nostri Padri Geci e sperimentarono nuove rotte sui mari e con il loro prezioso oantheon di dei ed eroi ed approdarono  sulle oste  della Sicilia e della calabria  ed  edificarono città fiorenti e templi maestosi tempi maestosi e vi depositarono le loro memorie a culti universali.  E qui da  noi, in Campania, riecheggiarono dall’antro di  Cuma oracoli a perforazione di futuro, a Paestum consegnarono ai ecolia venire miracoli di bellezza e di armonia nell’ambra delle colonne  dorichescanalate  e nelle pitture s sepolcrali  a  viatico dell’aldilà e , a Velia  regalarono agli uomini del futuro guida feconda di Pensierontico

,Part’ il messaggio rivoluzion

Partirono i crociati sull’obda dell0impetuosa rivendicazione di potere e nel segno della croce sparsero frutti amari di violenza in nome del’amore tradito..

Partirono i mocaci basiliani ed iradiarono civiltàt di lettere, feconditò di agricoltura e sapenza siartgianato e tecnicca di nuoce colture, la refentaziobedelle acque le farnaccopee,

Partirono i nercanti delle Repubbliche Manare e Marco Polo indicò le vie della seta e delle spezie gli amalfitani  tornaronoco col la riccezza dell cata e l’orientamento dell rosa dei ventiaeta e k0riebnatento dell r ricchezza della carta e lz rosa dei venitoenaron
Partì cristoforo colombo e le caravelle approdaronoeesperte dirotte per nuovi mond,

Piartirono gli Arabi con in dono lo scrigno dei tesoi di Alessandria e fiorì il meticciato della cultura  andalusa e con il contributo di Averroè ed  Avicemnna conoscemmo la produzione  di Aistotele  e Platone
. Qui sa noi nacque il più grande fatto dic ultura dell’intero medioevo, la  Scuola Medica Salernitana.

Patì kl’imperialismo inglese, francese, spagnolo, portoghese ed italiano e seminò il germe del genocidio, della violenza, della sopraffazione, della guerra,,

Sono queste soltanto alcune, ma significative  schegge di una lunga temperie  storica, che ha  avutov  come teatro  il Mediterrano e ne ha  fatto un continente di paesi multipli in conflitto, speso, diffidenti quasi sempre, fra lorio in questo continente vasto , variegato  multiplo per razze e  culture va esercita la indagine /ricera. Il tema è avvincente. Ne tratterò ancora. Alla prossima..

Giuseppe Liuccio

 

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