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Fondazione Ravello, Auditorium Oscar Niemeyer la geografia delle emozioni di Giuseppe Liuccio / 2

Come anticipato continua il mio viaggio,/resoconto nella geografia delle emozioni provate e memorizzate nel coso degli ultimi anni nella mia qualità di Consiglere di Indirizzo della Fondazione Ravello. Va in questa direzione l’articolo che (ri)pubblico qui di seguito nella speranza che possa essere utile al Commissario della prestigiosa Fondazione ,dott. Felicori, ,come agli amministratori Locali, agli operatori economici, a tutta la più vasta Società cicile dell’intera Costa d’Amalfi e,ovviamente, a tutti gli operatori dell’informazione .Mi auguro che questo mio modesto nel segno della verità possa essere utile a Ravello per ed alla sua prestigiosa Fondazione

Ravello, Costiera amalfitana . Fondazione Ravello, Auditorium Oscar Niemeyer . Continua a puntate le memorie , o la geografia delle emozioni di Giuseppe Liuccio, sulla sua esperienza nella Città della Musica.

Riceviamo e Pubblichiamo

C’era  la folla delle grandi occasioni nell’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello il giorno della sua inaugurazione. Sulla spianata esterna, tolda di nave a varo ardito sulle rotte dell’infinito, gli sguardi di stupore si appuntavano sui limoneti che, con grappoli d’oro nel verde del fogliame, caracollavano a balzi sul cobalto del mare di Minori. E si perdevano incantati in lontananza tra la nuvolaglia migrante perforata da fiotti di luce a festonare onde paciose nel lago della rada: trombe d’angeli in coro a raggiera a postazione d’amore del paradiso della Costiera! All’interno la vela del genio brasiliano dell’architettura si gonfiava di entusiasmo ritronato dagli applausi scroscianti a sottolineare la materializzazione di un sogno: Attilio Bianchi ed Annamaria Colao, vulcanico, frizzante e creativo direttore generale dell’Azienda Universitaria Ospedaliera “S.Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, l’uno, e scienziata di chiara fama, luminosa di grazia e di sorriso, l’altra, firmavano l’atto costitutivo  dell’ACCADEMIA DI LUNGA VITA.

Ravello è una delle più belle e prestigiose cartoline dell’Italia turistica nel mondo. Lo è per la sua storia, per i monumenti, per i paesaggi, per le strutture di accoglienza di qualità, anzi di eccellenza, per la ospitalità degli abitanti, calda e riservata insieme: un unicum esposto con aristocratica disinvoltura, come si addice ad una regina: E’ conosciuta nel mondo  come “città della musica”, da quando Wagner vi capitò per caso e di fronte allo spettacolo di conflagrazione di cielo e mare dal terrazzo sull’infinto di Villa Rufolo esclamò incantato “Il magico giardino di Klingsor è trovato!”. E da quell’incontro nacquero i “Concerti” in suo nome per una felice intuizione di Paolo Caruso, all’epoca presidente  della locale Azienda del Turismo, sponsorizzati e finanziati da Girolamo  Bottiglieri, presidente dell’EPT.

La vicenda Auditorium, che da quei concerti trae radici, è ritornata a far parlare fragorosamente di sé sui media nazionali ed internazionali grazie all’ultimo articolo di Valentini sul quotidiano La Repubblica di qualche giorno fa, che quell’immagine l’ha appannata, anzi, per dirla tutta, infangata ed anche un pò sfregiata: tutti continuano a straparlare, e sono volati gli stracci. Il danno non è da poco ed ora è necessario e doveroso correre ai ripari fin da subito.

La Fondazione, che  è simbolo, cuore e vanto della “Città della Musica”, si trasformi in “FONDAZIONE RAVELLO-COSTA D’AMALFI” con l’impegnativo compito di svolgere il ruolo gravoso, ma anche entusiasmante, di ente coordinatore dei grandi eventi nella Costiera, da Vietri a Positano: l’intero territorio ne guadagnerebbe in qualità ed efficienza, eliminando l’indegno spettacolo di sovrapposizione e concorrenza di manifestazioni, che prolificano all’insegna della vanità dell’individualismo municipalistico sterile ed asfittico..

Nelle more si può almeno decidere di aggiungere Costa d’Amali al logo Fondazione Ravello, come dichiarazione di intenti che l’Ente prestigioso ipotizzi progetti e realizzi eventi a livello territoriale/comprensoriale, privilegiando le vocazioni delle singole località, che sono e restano tutte belle gemme di una “città stellare”.

I sindaci della Costa, a cominciare da quello di Ravello, a cui non manca, come gli riconoscono in tanti, nè tatto, né intelligenza, né signorilità per una prova di operosa sinergia innanzitutto con i rappresentanti delle forseze politiche della sua città, ma anche con tutti i sindaci della Costa, raccolgano opinioni e pareri in proposito.

Se e quando la Politica deciderà, ma speriamo presto, su Presidente e Consiglio di Amministrazione, si ricordi anche che il territorio dispone di intelligenze e professionalità, che conoscono ed amano la Costa e potrebbero essere di supporto utile e prezioso.

Io credo che la Fondazione Monti dei Paschi di Siena, che si è chiamata fuori da una onerosa sponsorizzazione di fronte  ad una nuova e più affidabile gestione, sarà disposta a ritornare sulle sue decisioni e  riconfermare gli impegni di sostegno economico, nella prospettiva di un marketing che abbia come motore e cornice non solo la magica Ravello, ma l’intera Costa d’Amalfi, che ha uno straordinario valore aggiunto nel nome, capace di fecondare di desideri l’immaginario collettivo nazionale ed internazionale. E le banche, giova  ricordarlo, non sono missionari, ma fanno investimenti anche  quando sostengono iniziative di grande spessore culturale. E gli investimenti sono tali se producono un ritorno maggiore o almeno pari alle risorse impegnate. La credibilità nei confronti dei Monti dei Paschi come di altri sponsor la si conquista ed accredita con progetti varati con largo anticipo sulla loro realizzazione non fosse altro che per venderli in tempo utile sui mercati. A quest’ora noi dovremmo essere già pronti, e da tempo, con i programmi della stagione 2012. Ed, invece, ci balocchiamo ancora su quale sarà il destino futuro dell’Auditorium.

Non vi sembra che abbiamo la vocazione al suicidio continuando in questa gara  di attendismo, equilibrismo, tatticismo per poco nobili ragioni di soddisfare l’infecondo clientelismo, di basso o alto livello che sia? E’ ora di svegliarsi!!!! Io so che questo mio intervento susciterà polemiche e mi attirerà critiche ed anatemi più o meno interessati, perché disturbo il manovratore/i. Ma l’ho messo in conto, fedele come sono alla massima “Amicus Plato sed magis amica veritas”. E non demordo! Serve fin da subito uno scatto di orgoglio nel segno dell’etica della responsabilità: spetta al sindaco di Ravello, di cui sono amico e che stimo, dare un segnale forte e richiamare tutti al senso di responsabilità. E’ un dovere della vasta società civile di Ravello (amministratori locali, forze imprenditoriali, ordini professionali, uomini di cultura, ecc.), come dei sindaci di tutta la costiera rispondere all’appello. E si isolino gli oltranzisti e i faziosi seminatori di zizzania. Per una volta tanto vinca Ravello e l’intera Costiera. Il tempo sta per scadere, Che ognuno faccia la sua parte prima che sia troppo tardi. Se la Conferenza dei Sindaci non è solo una sigla vuota ma un organismo operativo, questo è il momento di darne prova.

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