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Wine Bar Sant’Agnello chiuso tre giorni, poi riaperto. Il 18 giorno della verità al TAR

Wine Bar Sant’Agnello chiuso tre giorni, poi riaperto. Il 18 giorno della verità al TAR Napoli. Il Tribunale Regionale della Campania ha sospeso la chiusura disposta dal Comune della Penisola Sorrentina al locale punto di riferimento per molti giovani che frequentano la costa di Sorrento . Tre giorni di chiusura lo scorso finesettimana, poi la riapertura. . Sulla vicenda, l’ammissibilità dei condoni del 1985 e 1994, i proprietari si mostrano tranquilli “Sono opere realizzate all’interno , senza creare impatto esterno.. Intanto continuano a farci la guerra, quando siamo aperti arrivano vigili col carro attrezzi, nei giorni nei quali siamo stati chiusi non è venuto nessuno..”

Dunque il 18 dicembre dovrebbe risollversi una vicenda che si porta da anni. Ma facciamo un passo indietro all’anno scorso.

“In conclusione, il ricorso in esame va in tali termini accolto e va pertanto dichiarato l’obbligo del Comune di S. Agnello di provvedere sulle istanze di condono pendenti e di accertare definitivamente tutti gli aspetti della situazione di abusività dei locali di cui trattasi, nonché l’incidenza degli abusi sullo svolgimento dell’attività di ristorazione ivi svolta; tenuto conto della complessità del procedimento, appare congruo assegnare al Comune il termine per provvedere di centoventi giorni, decorrente dalla comunicazione della presente sentenza ovvero dalla notificazione di essa, se perfezionatasi in data anteriore alla predetta comunicazione”,

ed ancora…

“Va infine sin d’ora nominato, come richiesto, un commissario ad acta – cui si affida il compito di provvedere in via sostitutiva nel caso in cui il termine assegnato al Comune di S. Agnello spirasse nella perdurante inerzia dell’ente – nella persona del Dirigente dell’Area Tecnica Edilizia Istituzionale – Mobilità e Viabilità della Città metropolitana di Napoli o, su delega da parte del medesimo, un funzionario dell’ufficio, che provvederà entro il termine di ulteriori centoventi giorni, decorrente dalla comunicazione – a cura dei ricorrenti – circa l’inottemperanza del Comune”.

Per finire…

“La presente decisione va trasmessa alla Corte dei conti – Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania – Napoli ai sensi dell’art. 2/8 l. n. 241/1990”.

A deciderlo è stata la VII sezione del TAR Campania, con una sentenza depositata il 21 dicembre scorso.

Una sentenza nata da un ricorso presentato da due cittadini di Sant’Agnello, proprietari di un immobile confinante con il bar ristorante Wine Bar e con l’esercizio commerciale La Galleria. Entrambi impugnavano il silenzio serbato dal Comune di Sant’Agnello nei confronti di una serie di diffide presentate sempre dai ricorrenti. Diffide con le quali si invitavano Ufficio Tecnico ed il SUAP ad adottare atti idonei a inibire l’attività di ristorazione, nonché a sanzionare gli abusi edilizi che sarebbero stati eseguiti nello stesso locale, definendo le pratiche di condono edilizio inerenti i locali dove è esercitata l’attività e rigettandole.

I Giudici amministrativi hanno ritenuto il ricorso fondato e meritevole di accoglimento stante la rilevante l’inerzia da parte del Comune.

In particolare è stato rilevato che…

“…non risulta che il Comune di S. Agnello, pur avendo compiuto attività istruttoria, abbia definito le istanze di condono pendenti, sulle diffide di cui s’è detto permane l’inerzia dell’amministrazione. Non è sufficiente aver avviato l’attività istruttoria e non è sufficiente neppure avere ancora una volta inibito (da ultimo, con ordinanza n. 20 del 13 novembre 2017) l’attività svolta dalla società controinteressata; sull’oggetto delle diffide dei ricorrenti è necessario che il Comune adotti i provvedimenti conclusivi necessari a fornire una regolamentazione stabile e definitiva dell’assetto degli interessi pubblici e privati coinvolti nella vicenda in esame. Poiché non può dubitarsi della natura doverosa, dell’esercizio, da parte del Comune, dei poteri di accertamento e repressione degli abusi edilizi, è evidente che sussiste l’obbligo, in capo all’ente, di concludere tutti i procedimenti avviati con istanze di condono da parte della New Economy s.r.l.“.

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