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Vico Equense. Stasera nell’ex Cattedrale l’artista Peppe Barra ha raccontato il presepe napoletano. INTERVISTE agli organizzatori foto

Vico Equense. Stasera, Mercoledì 12 dicembre 2018, nell’ex Cattedrale della Santissima Annunziata, l’artista Peppe Barra ha raccontato il presepe napoletano insieme al contributo dei maestri Giuseppe Ercolano e Massimiliano Greco, davanti alla platea di una chiesa gremita di persone, provenienti da tutta la Penisola ed oltre, passando da San Giorgio a Cremano fino a Benevento. Nel corso del suo intervento, l’attore ha sottolineato più volte la non presenza di giovani, che soprattutto in questi tempi, non interessa l’arte del presepista.

“Fin da bambino – spiega Peppe Barra – ho sempre amato il presepe, che nella mia famiglia veniva allestito, per tradizione, già dai primi giorni di dicembre. L’allestimento era quello povero, con l’impiego di materiali disponibili in casa, legno, cartone, carta di vecchi giornali. Allora si usavano i colori in polvere, da sciogliere in acqua, polveri di vario colore per colorare le rocce, le montagne, i prati. Servivano anche rametti secchi, muschio, ciottoli, che noi bambini ci divertivamo a raccogliere in giro già da molto tempo prima”.

Invece, lo scorso Venerdì è stata ufficialmente inaugurata la mostra presepiale tra l’ex Cattedrale e la chiesa della Venerabile Arciconfraternita dell’Assunta, in pieno centro storico, nel quartiere Vescovado. L’esposizione è stata curata dall’associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe, aperta tutti i weekend (festivi e prefestivi), dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.30.

Ho avuto il piacere di poter intervistare tre organizzatori di questo stupendo allestimento: Umberto Di Martino, del gruppo famiglie della Parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni; il maestro Giuseppe Ercolano, curatore e creatore della stupenda scena del “Presepe della meraviglia”; Massimiliano Greco, Presidente dell’ASAP (Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe) che ha portato in mostra a Vico Equense nell’ex Cattedrale i pastori del Duomo di Castellammare di Stabia. Un evento eccezionale, poiché in oltre 150 anni di storia, i pastori si sono mossi da Castellammare solo 4 volte. Tutto ciò servirà per rafforzare il gemellaggio presepistico tra le due città.

Umberto Di Martino ci ha potuto raccontare cosa l’ha portato a credere in queste iniziative, dopo l’organizzazione dello scorso anno nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Puntamare. Sono arrivate molte critiche tutte rispedite al mittente sugli orari delle due serate, quella con l’inaugurazione alla presenza del teologo e parroco napoletano don Gennaro Matino (autore del libro “Il Pastore della Meraviglia”) e quella di oggi. Nonostante siano state organizzate tutte e due alle ore 17, l’ex Cattedrale è risultata davvero gremita in tutte e due le date. Stasera davvero si è raggiunta una foltissima presenza con persone provenienti da ogni parte della Regione per ascoltare il mitico cantante ed attore Peppe Barra, che tra l’altro ogni anno racconta il Presepe con la “Cantata dei Pastori”.

Un’organizzazione serrata grazie al lavoro del Parroco della Parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni, don Ciro Esposito, responsabile anche dell’ex Cattedrale, che ha voluto queste iniziative ed ha fatto portare presepi pregiati dalla sua Parrocchia di Provenienza che ha guidato fino al 2013, la Parrocchia della Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello di Castellammare di Stabia. Si può dire che la sua parte l’ha fatta anche l’amministrazione comunale del sindaco Andrea Buonocore che ha contribuito, soprattutto economicamente alle iniziative e quindi anche per le teche che sono occupate dai presepi.

Massimiliano Greco, Presidente dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe, ha raccontato tutti i passi che fin dall’estate hanno fatto serrare i contatti con tutti gli organizzatori, per portare a Vico queste importati opere, come i pezzi pregiati del Presepe della Concattedrale stabiese, pastori ad altezza uomo, di un valore inestimabile, parte di una collezione di circa 80 pezzi che ha resistito ad intemperie, alla furia del tempo ed alle razzie intervenute in tutti questi anni.

Giuseppe Ercolano, maestro presepista metese, che oltre ad aver curato la mostra insieme ad Umberto e Massimiliano, è il creatore della stupenda scena del “Presepe della meraviglia”. Un Presepe nel presepe, raccontando materialmente il libro di don Gennaro Matino. Un’opera maestosa e di difficile realizzazione per le tante miniature e per la ricerca di oggettistica varie, gioielli e vesti. Come vuole la tradizione – viene raccontato nel libro – il vecchio zio Peppe, ferroviere in pensione e napoletano d’altri tempi, l’ultima domenica di novembre comincia a scartocciare i suoi Pastori per fare “’O Presepio”. Testimone della cerimonia è il nipote Gennarino, di undici anni, a cui lo zio, continuamente interrotto dagli inopportuni commenti della moglie Luisella, spiega il significato di ogni elemento del presepe. La statuina più caratteristica è il pastore della meraviglia, capace di svelare il senso profondo di questa tradizione. Così, in questo “basso” napoletano che ricorda il Natale in casa Cupiello, la tradizione si compie ancora una volta, in tutta la sua magia. Senza il presepe non sarebbe Natale, e senza il pastore della meraviglia il presepe perderebbe un po’ del suo significato.

Complimenti davvero a tutti per questa riuscita manifestazione. Dopo aver curato questo articolo, sono fiero di potervi offrire queste interviste dei tre protagonisti.

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