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Sorrento “Il Presepe Oggi”, la dedica ad Antonino Fiorentino di Silvio Staiano Capri Watch foto

Volevo dedicare le immagini di questo Presepe a mio Zio Antonino Fiorentino che per 30 anni è stato motore attivo di ogni iniziativa legata a Sport, Cultura e Tradizione nella amata Sorrento di cui è stato assessore meritevole di restare nella memoria collettiva

“IL PRESEPE OGGI” una delle sue tante iniziative portate avanti per decenni con amore e passione avrebbe certamente accolto questa grande opera realizzata da Lao Sionne che ha messo in scena in soli 3 mesi, collezionando, soltanto da pochi anni (realizzando un sogno passione che aveva da bambino), preziosi pastori rappresentando in modo eccellente il tipico Presepe Napoletano del ‘700.

Da: 30 anni di Cultura a Sorrento. Di Enzo Puglia:

I meriti eccezionali di Antonino Fiorentino nei confronti della comunità sorrentina convinsero il Sindaco Marco Fiorentino a conferirgli nel dicembre 2008, durante una bella serata ufficiale al Teatro Tasso, il premio “Sorrento Civica”, e mai riconoscimento fu più giustamente assegnato. La voce del Professore tradì una comprensibile commozione quando pronunciò poche frasi di ringraziamento. Ma il suo percorso umano era ormai prossimo alla fine. Se n’è andato il 27 marzo del 2009, compianto dai suoi cari e da quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di stargli accanto, lasciando un vuoto grande che non sarà facile colmare. Ci conforta il pensiero che molte generazioni di sorrentini hanno avuto modo di apprendere da lui l’amore per la nostra terra e i modi per conservarne e al tempo stesso aggiornarne l’identità. Non è forse vana la speranza che essi sapranno degnamente proseguire l’opera del nostro carissimo amico.

L’Assessore intensificò via via la sua brillante operosità, raggiungendo talora ritmi frenetici. Negli anni migliori, gestiva in ogni momento almeno una manifestazione e, nel frattempo, ne progettava e organizzava un altro paio. La frequenza delle telefonate che ricevevo da lui toccò livelli notevoli, in media tre o quattro al giorno. Non nascondo che qualche volta, io che ne ero collaboratore di fiducia ma ormai anche amico, fui tentato di prenderne le distanze perché non riuscivo a reggere le sue cadenze infernali. Forse si concedeva qualche momento di pausa nei pomeriggi in cui veniva a trovarmi e, dopo aver preso una caramella alla frutta da un vassoio sempre in vista, accettava una camomilla da mia moglie. Poi si parlava tutti e tre con calma dei progetti futuri e in quel contesto nascevano molte buone idee.

Altri furono tentati come me di defezionare, ma nessuno si tirò mai veramente indietro. Sì, perché tantissime erano le persone che Fiorentino, da leader nato qual era, riusciva a mobilitare per le sue iniziative: i dipendenti comunali, i giovani della legge 285, che egli aveva reclutato e formato e che venivano assumendo un ruolo nell’amministrazione, gli amici, i semplici conoscenti, i colleghi di scuola e naturalmente i parenti, a cominciare dalla paziente signora Maria Rosaria e dai quattro figli. Un agguerrito manipolo si muoveva solerte e compatto ai suoi ordini, in nome della cultura, o dell’arte o della scuola, ma soprattutto perché tutti erano intimamente appassionati di quello che facevano ed erano contagiati dall’attivismo dell’Assessore. Tutti quanti, al di là di qualche momentaneo dissenso, gli volevano un bene sincero. Per tutti, di converso, egli aveva parole di incoraggiamento e di gratitudine e, se necessario, trovava modo di sostenerli in momenti particolari.

Alla fine di ognuno di quegli anni eroici, mi riusciva difficile ricordare tutto quel che s’era fatto e mi chiedevo se ci riuscisse Fiorentino. Lui però aveva un suo metodo infallibile e, ogni cinque anni, faceva stampare degli opuscoli con tutte le attività svolte in quel lasso di tempo dal Centro “Capasso” o dal C.M.E.A. (aveva pure l’abitudine di raccogliere con cura gli echi di stampa). All’inizio questa mi parve una piccola mania autocelebrativa, ma poi ne compresi l’utilità. Oggi, se non esistessero quelle pubblicazioni, avremmo già perso memoria di buona parte delle attività culturali sorrentine negli ultimi decenni.

La responsabilità di amministratore comunale di Fiorentino terminò nell’aprile 1994; da quel momento cessò di essere “l’Assessore” per diventare, più semplicemente, “il Professore”. Quel titolo, con cui tutti gli manifestavano il loro rispetto, gli rimase anche dopo che, nel 1996, si ritirò in pensione dopo quarant’anni di insegnamento. Continuò tuttavia a lavorare negli stessi ambiti ma in altre forme come se nulla fosse cambiato. La sua inesauribile vitalità subì una battuta d’arresto solo nel 2001, quando più insopportabili cominciarono a manifestarsi i sintomi di una malattia che poteva essere solo controllata e, purtroppo, con farmaci dagli effetti secondari molto pesanti. Progressivamente egli dovette ridurre i carichi di lavoro e selezionare gli impegni. Tuttavia, come un bravo generale che non può più combattere in prima linea e deve limitarsi a impostare la strategia, fino agli ultimi tempi non smise mai di curarsi delle due creature che più gli stavano a cuore, il Centro “B. Capasso” e il C.M.E.A., e di rendersi utile come meglio poteva al suo paese.

In particolare, non venne mai meno al suo antichissimo desiderio di rivitalizzare l’arte presepiale in Penisola sorrentina. Per amore di questa nostra secolare tradizione, un sentimento che gli veniva dalle sue origini artigiane, il Professore promosse alcune belle pubblicazioni sull’arte presepiale e, soprattutto, organizzò per ben trenta anni il concorso “Il Presepe oggi”. E così, invariabilmente, fra dicembre e gennaio, insieme ad altri appassionati, girovagava per ogni dove, sempre armato di pazienza e di apparecchio fotografico, per visionare e valutare le opere di infiniti presepisti. E ogni volta arricchiva la manifestazione di qualche nuovo aspetto, un’esposizione, un laboratorio, una sezione speciale riservata ai bambini o alle donne o alle scuole. La premiazione, la prima domenica di febbraio, era sempre una grande festa, alla quale adulti e bambini partecipavano con gioia affollando con qualche confusione la chiesa sorrentina di S. Francesco. Ma lui, il Santo di Assisi, che della rappresentazione della Natività fu il primo cultore, sarebbe stato felice di quella folla vociante e avrebbe sorriso di qualche atteggiamento poco consono a un luogo sacro. Col passare delle edizioni i partecipanti aumentarono e il successo del concorso divenne travolgente.
Silvio Staiano, Capri Watch

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