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Netflix spot di Natale fra i presepi di San Gregorio Armeno a Napoli

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Netflix spot di Natale fra i presepi di San Gregorio Armeno a Napoli il colosso delle tv online ha infatti scelto di lanciare nei prossimi giorni il suo catalogo italiano tra i presepi di San Gregorio Armeno. La direzione artistica è stata affidata a Francesco Lettieri, regista di tutti i videoclip di Liberato, il rapper misterioso, e di alcuni di Calcutta, tra cui l’ultimo, «Kiwi». Lo spot racconta la tradizione partenopea del Natale tra presepi e statuine, passando dal volto di un attore alle sapienti mani di Marco Ferrigno. È proprio lui, che ha messo nel presepe le celebrità, da Berlusconi ad Angela Merkel, da Hamsik a Sarri e Ancelotti, da Pino Daniele a Michael Jackson, che attira in questi giorni orde di turisti nella sua bottega nel cuore del centro antico, a prestare i suoi lavori al canale americano, che già a settembre aveva chiamato in ballo per la sua campagna pubblicitaria Napoli: «Se il traffico di Napoli ti blocca, basta Netflix. E da Posillipo all’Arenella ti fai mezza stagione: puoi andare avanti con la tua serie preferita mentre attraversi la città».
LE POLEMICHE
Inevitabili le polemiche, on line ma anche nelle stanze di Palazzo San Giacomo, sia pur con la condiscendenza che si ha verso un canale «amico»: Napoli era già stata set della troupe di Netflix per il finale di stagione della serie «Sense8». E chissà che il nuovo spot, tutto da scoprire, riaccenda le polemiche, o le risolva con una risata e un omaggio alla città del Natale verace. Il regista Lettieri, intanto, per tre anni vincitore del Pivi, l’oscar italiano per i migliori videoclip indipendenti, è impegnato da mesi nella stesura della sceneggiatura del suo primo film. Tutto ancora top-secret, nemmeno il titolo è stato deciso, fino ad adesso sono due le uniche certezze: a essere protagonista e set di tutte le scene sarà Napoli, sua città natale e la produzione sarà a firma di Indigo.
L’ESORDIO
La casa produttrice fondata da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, che ha seguito tutti i film di Sorrentino e ma anche «Metti la nonna in freezer» di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, curerà l’esordio del trentatreenne filmaker partenopeo, che ha all’attivo oltre 60 videoclip. «Se per il film qualcuno si aspetta una versione da grande schermo dei film di Liberato con scene in slow motion resterà deluso: il mio film avrà Napoli quale punto di partenza e sarà girato tutto in città, perché Napoli è il centro della storia». Il primo ciak è in programma per la prossima estate. Intanto, Napoli continua ad attirare troupe cinematografiche e televisive: nei giorni scorsi, ad esempio, è stato in città anche Alberto Angela, visto al San Carlo per un programma di Raiuno dedicato ai siti Unesco, che ha previsto anche riprese nel centro storico. Anche qui il top secret protegge l’operazione, ma è probabile che sia una nuova serie di «Meraviglie», fortunato viaggio in Italia del conduttore-divulgatore di Raiuno.

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