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Massa Lubrense: Un milione di euro per la rete fognaria

Da circa trent’anni attendono che, lungo le strade in cui abitano, venga costruito un impianto fognario. Ora la svolta sembra vicina per centinaia di famiglie residenti nella zona collinare di Massa Lubrense, a cominciare dalle frazioni di Termini e di Santa Maria la Neve. Dalla Regione, infatti, potrebbero presto arrivare le risorse necessarie per realizzare l’opera: almeno un milione di euro destinato anche al potenziamento del servizio idrico locale. La questione riguarda migliaia di residenti tra via Sant’Anna, via li Padri, via Spina, via Torvillo e via la Cava, dove le fogne mancano da sempre. Tanto che i residenti sono stati costretti a realizzare piccoli impianti di depurazione dei reflui domestici. C’è chi ha optato per sistemi che separano i fanghi dai liquidi smaltendo questi ultimi nella parte superficiale del terreno con speciali condotte. E chi, invece, si è fatto costruire pozzi a tenuta stagna nei quali stoccare i reflui prima dello smaltimento. Il Comune ha stilato un progetto per rimediare a questa situazione che ormai esaspera centinaia di famiglie. Il problema risiede nella mancanza dei fondi necessari. Qui entra in gioco la Regione che ha avviato una verifica delle risorse disponibili. Ed ecco il risultato: da Palazzo Santa Lucia c’è l’impegno per destinare alla costruzione delle fogne sulle colline di Massa Lubrense una parte dei residui di cassa dell’asse 6, parte di fondi europei stanziati per la tutela del patrimonio naturale. «È inconcepibile che parte del territorio di una località turistica di livello internazionale non sia servita dalle fogne sottolinea Alfonso Longobardi, vicepresidente della commissione regionale Bilancio le risorse ci sono e verranno impiegate». All’intervento contribuiranno la Gori e il Comune. Approvato anche il progetto che rinnoverà il sistema fognario tra Marina della Lobra, San Montano e il depuratore di Patierno: prevista la dismissione dell’attuale condottaad alta pressione lungo il Miglio Blu, nuove pompe di sollevamento a Marina della Lobra, installazione di un nuovo impianto di sollevamento lungo via Vincenzo Maggio

SORRENTO AL VIA PIANO DI RECUPERO DAL VALLONE DEI MULINI

Massimiliano D’Esposito
«Entro gennaio vogliamo avviare i lavori per il recupero degli edifici e dell’area circostante». Mariano Pontecorvo è l’amministratore della società «Il Maccheronificio srl» proprietaria di una parte dell’area del Vallone dei Mulini a Sorrento, il bellissimo canyon che alcuni anni fa è stato celebrato come il luogo abbandonato più fotografato al mondo. Siamo praticamente in piazza Tasso, nel cuore di Sorrento. Un gruppo di geologi-rocciatori è impegnato in verifiche sul costone roccioso. Rilievi relativi a quello che i tecnici chiamano «quadro fessurativo» e che sono propedeutici alla stesura di un progetto per la mitigazione del rischio da sottoporre all’Autorità di Bacino dell’Italia Centrale per ottenere il via libera alle opere di messa in sicurezza della parete tufacea.
LE CRITICITÀ
«È urgente intervenire soprattutto nell’ala ovest – precisa Pontecorvo – quella sotto il parco Ibsen, che al momento è ad elevato rischio crollo. Ma l’intera area è zona rossa e per questo vogliamo eseguire i lavori di consolidamento il prima possibile». Una volta messo in sicurezza il costone si passerà al restauro e recupero strutturale degli edifici che si trovano alla base del canyon che costituivano un vero e proprio insediamento industriale.
LA STORIA
Il vallone, infatti, deve il proprio nome alla presenza di un vecchio mulino, utilizzato nei tempi antichi per la macinazione del grano. Sempre qui sorgeva anche una segheria, alimentata dalle acque sorgive che scendevano dalle colline che sovrastano la costiera e che serviva per la lavorazione di numerose tipologie di legno, come ciliegio, ulivo e noce, utilizzate dagli ebanisti di Sorrento per realizzare i loro famosi lavori di intarsio ed un lavatoio pubblico, dove le donne del popolo andavano a fare il bucato. La valle era collegata direttamente con il porto di Marina Piccola e rappresentava un punto di ritrovo per la popolazione locale, soprattutto per contadini e pescatori, come dimostrano numerosi dipinti e stampe d’epoca. Il vallone fu poi abbandonato dopo la costruzione di piazza Tasso, avvenuta nel 1866, che comportò l’incanalamento delle acque ed il riempimento della parte terminale del canyon.
L’OBIETTIVO
«Il nostro obiettivo è di riattivare la macina ad acqua e rendere il mulino nuovamente operativo, magari realizzando impasti e tipi di pane particolari – conclude Mariano Pontecorvo -. Ovviamente il progetto prevede che dall’alto le strutture continuino ad apparire come abbandonate, proprio per conservare immutato il fascino del vallone, ammirato ogni anno da migliaia di turisti affascinati anche dalla vegetazione che si sviluppa nell’area la quale, grazie ad un tasso di umidità eccezionalmente alto, vede il proliferare di specie rare come come alcuni tipi di felci».
I COSTI
Per i lavori si rende necessario un investimento consistente, di diversi milioni di euro ed al momento i vertici della società stanno vagliando le offerte delle ditte contattate per eseguire le opere. Nel frattempo, poiché il vallone in parte è di proprietà del Comune di Sorrento, l’amministrazione si è già attivata per realizzare il nuovo varco di accesso lungo via Fuorimura ed il percorso pedonale che consentirà di raggiungere la base del costone. Sentiero che si intende rendere fruibile ai turisti, mentre l’insediamento di proprietà dei privati potrebbe essere aperto alle visite solo in determinati giorni e dietro pagamento di un ticket.

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