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Esplosione serbatoio GPL errore umano, si piange il vigile – eroe Stefano Colasanti foto

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ROMA Stefano Colasanti, gli occhi grigi e dolci, «è morto come un piccolo grande eroe» raccontano alcuni colleghi che lo hanno visto crescere e maturare nella professione dentro al comando dei vigili del fuoco di Rieti. Ieri, sulla via Salaria, mentre andava a Monterotondo per far revisionare un mezzo del corpo, ha visto dei colleghi in difficoltà e si è fermato a prestare aiuto. Perché Stefano era così: sempre una mano tesa in avanti e mai un passo indietro. Con lui il destino è stato beffardo e maligno. Soltanto martedì scorso, quando a Rieti si è celebrata Santa Barbara, patrona della città ma anche dei vigili del fuoco (perché martire morta tra le fiamme), Stefano aveva preso parte a un’esercitazione dimostrativa. E proprio in quell’occasione aveva ricoperto il ruolo di vittima durante l’esplosione simulata di un’autocisterna. Mai nessuno tra i suoi amici e familiari avrebbe potuto credere che la finzione si mischiasse così drammaticamente alla realtà. Ieri pomeriggio a capire che era lui una delle vittime dell’esplosione al distributore Ip il fratello Claudio che, poliziotto, sul posto ci era arrivato per accompagnare il Questore di Rieti Antonio Mannoni. Suo fratello in terra ucciso per il suo lavoro, per essersi prestato anche fuori turno a dare una mano ai colleghi giunti dal comando di Montelibretti.
IL DOLORE
Un’intera città e un’intera comunità piange ora quell’uomo che alternava il suo lavoro da pompiere con la passione per il calcio. Con i tiri in porta ci era cresciuto fin da bambino. A tal punto che 15enne fu apprezzato da alcuni dirigenti del Napoli che lo volevano nelle giovanili ma il padre aveva desistito perché troppo giovane.
L’IMPEGNO
Da allora l’impegno prima nell’azienda di famiglia, poi nel corpo dei vigili del fuoco nel quale figurava come addetto all’autorimessa e si occupava di tutto il meccanismo di riparazione e manutenzione dei mezzi e da poco era stato nominato capo squadra. Non c’era però solo il lavoro nella vita di Stefano ma anche l’impegno nel sindacato tant’è vero che per un periodo ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale nella Uil per portare avanti le battaglie sue e di tutti i colleghi. Cresciuto a Vazia (una frazione di Rieti) era molto conosciuto in città anche perché la sua passione calcistica cercava di trasmetterla ai ragazzi. Tant’è vero che da diverso tempo aveva iniziato ad allenare la squadra di calcio a 5 femminile di Cittaducale che nella categoria stava dando buoni risultati. A piangere Stefano oltre al fratello Claudio e ai genitori anche una figlia appena maggiorenne. Al dolore delle famiglie si stringe il cordoglio del capo dei vigili urbani, Fabio Dattilo «Abbiamo perso un fratello» e del capo della polizia Franco Gabrielli «Esprimo sentimenti di cordoglio al capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco e per il suo tramite alla famiglia, di cui fa parte, peraltro, il fratello Claudio appartenente alla polizia, per la prematura scomparsa del proprio congiunto». Intanto il prefetto di Rieti, Giuseppina Reggiani, ha ribadito l’impegno delle istituzioni affinché la morte di questo vigile del fuoco non sia dimenticata.
C. Moz.

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