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Castellammare. Richiesta di rinvio a giudizio per l’assessore Giampaolo Scafarto

Non fa in tempo ad affrontare un colpo, la maxi operazione anticamorra Olimpo (14 arresti e 21 indagati tra malavitosi e imprenditori) che subito deve far fronte a un altro: la richiesta di rinvio a giudizio per il «suo» assessore Giampaolo Scafarto. La città delle acque vive un momento delicato, con i riflettori della cronaca nazionale accesi da giorni. E il sindaco Gaetano Cimmino sembra essere un pugile che deve schivare decine di colpi. Prima il blitz anticamorra, poi lo scandalo del falò illegale dell’Immacolata, quando nel rione Aranciata Faito è stato dato fuoco a un fantoccio con sopra esposto uno striscione contro i pentiti e infine la tegola dell’ex maggiore del Noe coinvolto nell’inchiesta Consip. «L’assessore Scafarto – dice però il sindaco Gaetano Cimmino – non è in discussione. Le notizie di queste ore non vanno a scalfire l’attività che sta mettendo in campo in materia di sicurezza, come dimostrano le operazioni condotte per contrastare l’abusivismo commerciale e l’illegalità diffusa in città. La vicenda giudiziaria in cui si trova coinvolto è un capitolo della sua vita professionale che nulla ha a che vedere con il suo incarico di assessore, che ho deciso di affidargli per le sue indiscusse capacità nei settori che rientrano tra le sue deleghe. Ho piena fiducia nella giustizia ha concluso Cimmino – e sono convinto che Scafarto non si lascerà distrarre da questa storia e profonderà un impegno ancora maggiore nell’attività di contrasto all’illegalità in città». I CONTROLLI Attività in cui rientrava proprio la prevenzione di roghi abusivi per la festa dell’Immacolata e che evidentemente ha registrato delle falle. «Esprimiamo dolore per il fatto che una manifestazione fatta in concomitanza di una festa religiosa profondamente sentita dal nostro popolo sia diventata l’occasione per dare un messaggio di morte e di intimidazione». Così i parroci di tutte le parrocchie della città di Castellammare di Stabia hanno espresso ieri unanime condanna al falò sul quale la camorra ha fatto bruciare un fantoccio accompagnato da una chiara minaccia ai pentiti. I responsabili del falò – peraltro vietato dal Comune non sono stati ancora trovati, anche se la magistratura ha aperto un fascicolo sul caso. «Siamo, altresì convinti che, alla denuncia di quanto accaduto come di ogni forma di corruzione e di attività camorristica, si debba sempre accompagnare – si legge ancora nella lettera – una più intensa opera di educazione e di formazione delle coscienze. Le nostre comunità già impegnate sul territorio, esprimono la disponibilità a collaborare con tutti, cittadini, associazioni e istituzioni, per realizzare il bene comune, e contribuire, secondo lo specifico di ognuno, all’edificazione di una comunità civile sempre più giusta e solidale». LE TENSIONI Alle parole nette e alle richieste di misure forti da parte della Chiesa non corrisponde un’altrettanto chiara reazione della politica. L’opposizione è in fibrillazione. «Se fosse stato un nostro assessore, seguendo le regole del Movimento 5 Stelle, ne avremmo chiesto le dimissioni. Siamo sicuri, conoscendo i principi etici del maggiore, che sarà lui stesso a prendere in considerazione tale ipotesi» dichiarano Francesco Nappi e i consiglieri del Movimento 5 Stelle stabiese. Ipotesi, però, che al momento sembra non essere stata presa in considerazione da Scafarto. Per Andrea di Martino, consigliere di minoranza ed ex vicesindaco nella giunta Pannullo, si tratta di un problema di opportunità della presenza dell’ufficiale dell’Arma in giunta. «È un tema che proprio in questo delicato momento che l’amministrazione sta attraversando dovrebbe indurre il sindaco ad assumere decisioni drastiche».

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