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Castellammare dopo i cartelli sui falò dell’Immacolata sui pentiti di camorra le feste abusive. Arresto Greco sullo sfondo

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Castellammare dopo i cartelli sui falò dell’Immacolata sui pentiti di camorra le feste abusive. Arresto Greco sullo sfondo di tutte queste vicende. Sono dettagliati i servizi di Dario Sautto su Il Mattino di Napoli, principale quotidiano della Campania. La sera dopo il falò della vergogna, Castellammare è ancora ostaggio delle feste abusive gestite da comitati di quartiere permeati dalla camorra. Spettacoli pirotecnici senza autorizzazione e con le aree delimitate con nastro. E poi concerti di neomelodici in ogni angolo della città, anche in centro, con le strade chiuse da transenne abusive. Tutto questo appena 24 ore dopo lo show della camorra nel cosiddetto «bronx» Faito, cuore del rione Savorito, dove era stata montata la pira di legno con un manichino impiccato e il messaggio contro i collaboratori di giustizia: «Cosi devono morire i pentiti, bruciati». Subito dopo l’applauso della folla e lo scoppio dei fuochi d’artificio era stato incendiato il «fucaracchio» illegale, sulle note delle canzoni di Tony Marciano, neomelodico di Torre Annunziata che ha già subito una condanna per droga e ritenuto vicino agli ambienti del clan Gionta, tornato libero e nuovamente sui palchi da meno di due anni.
L’INCHIESTA
Sulle dinamiche della «festa» stabiese ha già chiesto approfondimenti a carabinieri e polizia il pm Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli, con l’Antimafia decisa a comprendere cosa sia accaduto e chi siano i responsabili delle chiare minacce aggravate dal metodo mafioso. Da foto e video, già acquisiti dalle forze dell’ordine, si vedono i volti delle quattro persone che hanno piazzato lo striscione e potrebbero essere presto identificati. Tutto questo era avvenuto mentre in villa comunale oltre 10mila persone erano al concerto di Enzo Avitabile, con la prima processione della statua della Madonna partita dalla cattedrale.
IL SEQUEL
Intanto, però, sabato sera è andata in scena una seconda puntata della festa illegale nei vari rioni, con il folklore e la tradizione che lasciano spazio a spettacoli estranei ai riti storici. Ed ecco batterie di fuochi improvvisate, piazzate tra le auto, in via Dante Alighieri, nel piazzale della scuola Basilio Cecchi. Circa venti minuti di fuochi pirotecnici continui, con le aree delimitate con nastro bianco e rosso. A poche decine di metri di distanza, e siamo sempre in pieno centro di Castellammare, alcuni residenti del comitato «Mbricciatella» hanno delimitato con una transenna la strada Rispoli che dalla stazione porta a piazza Spartaco. Il vicoletto si è trasformato in un palco improvvisato, con cantanti neomelodici che si sono alternati tra centinaia di persone. Tutto senza controlli. E allora, si sono esibiti i vari Nino D’Auria e Nando De Marco, neomelodici più o meno noti, anche loro – come Tony Marciano e il falò illegale – tra selfie e video in diretta sui social.
LE REAZIONI
Sulla vicenda si continuano a raccogliere commenti. Il magistrato Nicola Russo, stabiese, in un lungo post su Facebook scrive che «c’erano modi e tempi perché si impedisse questo gesto camorrista e schifoso» riferendosi al messaggio di morte contro i collaboratori di giustizia; poi critica il sindaco Gaetano Cimmino, a suo dire troppo morbido nell’atteggiamento. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, che chiede «in maniera esplicita a forze dell’ordine e magistratura di far sentire l’autorevolezza della presenza dello Stato identificando e andando a prendere casa per casa gli autori di questo vergognoso gesto che ha gettato fango sull’intera città». L’ex M5S Catello Vitiello, deputato stabiese del gruppo Misto-Sogno Italia e componente della commissione Giustizia sostiene che questi episodi sono «l’ennesima dimostrazione che la subcultura, in questa città, prevale e pervade». Infine Gianluca Cantalamessa, deputato e capogruppo della Lega nella Commissione Antimafia esprime «solidarietà alle Istituzioni e ai cittadini per bene. Lo Stato non farà sconti».
«Così devono morire i pentiti, bruciati». Il falò della vergogna arriva dalla periferia di Castellammare di Stabia, dal cosiddetto bronx Faito, nella periferia stabiese. Una frase eloquente con un manichino impiccato sono stati incendiati a mezzanotte insieme ad una catasta di legna al centro del quartiere, tra applausi e fuochi d’artificio.

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Come ogni anno, da tradizione, la notte che precede l’Immacolata si trasforma in festa a Castellammare, ma la camorra spesso ne approfitta per lanciare i suoi messaggi.

Ieri, mentre in villa comunale si svolgeva la festa legale con oltre 15mila persone e i tradizionali fucaracchi, nei rioni a più alta densità criminale è andata in scena la festa parallela, gestita da comitato di quartieri permeati dai clan.

Il falò più eclatante, per il messaggio lanciato contro i collaboratori di giustizia, è arrivato dall’Aranciata Faito. E ciò è avvenuto tre giorni dopo il blitz anticamorra della polizia che ha smantellato i vertici di quattro clan dell’area stabiese e dei monti Lattari, con il coinvolgimento di imprenditori importanti e da sempre ritenuti vicini agli ambienti deviati come Adolfo Greco.

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