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Milan,a Siviglia basta Suso


La gioia di Suso, 24 anni, autore del gol che ha fissato il risultato sul pareggio GETTY IMAGES

In una delle città spagnole più famose nel mondo per la corrida, il Milan non ha fatto la fine del toro. I rossoneri, reduci da tre vittorie in campionato, sono andati sotto contro un Betis arrembante che, come un torero, ha preso subito il centro dell’arena, ma nel momento di massima difficoltà sono riusciti a rimettere in piedi l’incontro con una magia di Suso. Lo spagnolo, che nel suo Paese si è esaltato come spesso gli è capitato finora (con le sue 5 reti e gli 8 assist ha partecipato al 48% dei gol segnati dalla squadra), aveva faticato a trovare la giusta posizione, ma è stato comunque decisivo. Adesso per conquistare la qualificazione il Milan dovrà battere il Dudelange e vedere il risultato dell’altra gara prima di andare ad Atene all’ultima giornata e (magari) poter giocare per due risultati. Le buone notizie in chiave europea, però, non permettono di pensare positivo in vista del match di domenica contro la Juventus perché a un’infermeria pienissima rischiano di aggiungersi anche Calhanoglu, Musacchio e Kessie.

CALVARIO. Il primo tempo del Milan è stato un’autentica sofferenza: i rossoneri sono stati troppo passivi e hanno finito per subire il Betis in ogni reparto. Per Gattuso non c’è stato niente che funzionasse perché il baricentro era troppo basso, gli esterni finivano per subire costantemente le iniziative degli avversari, mentre in mezzo al campo nessuno riusciva a sviluppare una manovra convincente. E pensare che di fronte al Diavolo c’era una formazione che finora aveva faticato a iniziare bene le partite e che prima di ieri aveva segnato solo 4 dei suoi 15 reti nei 45’ iniziali. Stavolta invece, spinti da uno stadio caldissimo, gli uomini di Setien sono partiti a razzo. Più per demeriti del Milan che per meriti propri, gli spagnoli non sembravano la quattordicesima forza della Liga, ma una corazzata capace di competere per il titolo. E il Milan è andato immediatamente in affanno, costretto a rincorrere i padroni di casa e a subire il loro possesso palla (67% al 45’). Tello e soprattutto Junior Firpo hanno interpretato l’incontro in maniera coraggiosa e l’energia sprigionata sulle corsie dai suoi laterali (esattamente come all’andata) ha trascinato in avanti i compagni. Laxalt e Borini hanno solo subito e, siccome finivano sempre sulla linea della difesa a 3, Gattuso si è difeso con il 5-3-1-1, un modulo poco adatto per fermare Joaquin e Lo Celso. Il Betis è andato avanti meritatamente con Lo Celso, ma neppure lo svantaggio ha svegliato il Milan che è andato più vicino a subire il raddoppio (tiro di Sanabria di un soffio a lato) che a pareggiare perché nella prima frazione, con Cutrone quasi mai servito e Suso in difficoltà ad adattarsi nel ruolo di secondo punta, non è stato mai pericoloso.

SUPER REINA. Nella ripresa Gattuso ha alzato Calha a fianco di Suso trasformando il 3-5-1-1 iniziale prima in un 3-4-2-1 e poi un 3-4-3 nel quale Suso e il turco arretravano per favorire le discese degli esterni. Chiaro lo scopo di aumentare la pressione per impedire il palleggio degli avversari. La mossa di Ringhio ha dato coraggio ai rossoneri e prodotto un gran tiro da fuori di Suso, ma soprattutto la punizione dello spagnolo che ha gelato il Villamarin. Il Milan improvvisamente è sembrato più equilibrato, ma gli infortuni lo hanno costretto a soffrire in un finale nel quale Reina ha salvato il risultato su tiro di Tello.

Fonte:corrieredellosport

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