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De Laurentiis il cacciatore di funghi foto

Lacrime Verdi, va ko: distorsione
è al proscenio in questi giorni il cacciatore di funghi Aurelio De Laurentiis, immaginifica definizione dell’immaginario Luigi de-minuscolo Magistris,sindaco di Napoli, città della bandana (dove vai se la bandana non ce l’hai). Nel corso di un convegno presso l’Unione industriali, De Laurentiis harivelato la presenza tra noi di un potente agente evirante, il megalodonte. Il panico, in città, è stato immediato.

Secondo De Laurentiis, confrontando la pochezza dei maschi rispetto alla potenza delle donne, “il megalodonte ti mangia il pisello”. Fonti vicine ai cinepanettoni assicurano che lo stesso De Laurentiis possieda un prototipo del megalodonte, battezzato “Evira Peron”. Ha tentato di usarlo in più occasioni.
Il calciatore argentino Gonzalo Higuain scappò di notte a Madrid per sfuggire al megalodonte di De Laurentiis. Meglio la Juventus. Si dà per certoche anche Maurizio Sarri si è messo al riparo in Inghilterra per evitare il megalodonte presidenziale.
Aurelio De Laurentiis possiede il megalodonte da almeno dieci anni, dal pomeriggio in cui piombò nello spogliatoio del San Paolo  dopo Napoli-Lazio 2-2, ed era il 20 gennaio 2008, e minacciò Edy Reja, “non ti metto il megalodonte addosso solo perché sei vecchio”. L’allenatore, per sua fortuna, non fu evirato e neanche licenziato, insignito invece del titolo di Clint Eastwood da un ripensamento sentimentale del presidente, “sei il mioClint Eastwood”. Trascorso un anno, dopo avere imprudentemente definito il direttore generale Pier Paolo Marino “il mio Maradona”, De Laurentiisentrò furente nello spogliatoio di San Siro, dopo Inter-Napoli 3-1, attaccando il portiere De Sanctis per i gol subiti e Marino per “gestionemonocratica” del suo ruolo fino a comprare personalmente carta igienica e dentifricio per la sede di Castelvolturno. Marino si dimise sette giornidopo, atterrito dal megalodonte del presidente.
Così come al termine di Parma-Napoli 1-0, la sera dell’8 aprile 2014, il tifoso Dario D’Agostino di anni trenta chiedendo vivacemente conto eragione della sconfitta azzurra a De Laurentiis, fuori lo stadio Tardini, fu inchiodato dal presidente contro un’auto e il tifoso rinunciò all’imprudenteprotesta perché vide il megalodonte nel buio di quella sera. Persino di fronte a un poliziotto di Capodichino, tre anni fa, vedendosi rifiutato unpassaggio di favore verso le piste con l’aereo in partenza per il ritiro di Dimaro, De Laurentiis prima mosse nervosamente la barba, poi minacciò diricorrere all’uso del megalodonte.
Questi sono solo gli episodi più noti. La forza del presidente del Napoli è il megalodonte, arma persuasiva per ottenere le firme su contratti-capestro e diritti di immagine, scacciare i mercanti di favori dal tempio del San Paolo, attrarre e respingere  Donadoni e inseguire Mazzarri quando il tecnico toscano volle andarsene all’Inter.
Si apprende contemporaneamente, in questa città di avvenimenti straordinari, che l’Associazione funghi porcini e affini ha denunciato il sindacoLuigi de-minuscolo Magistris per la definizione di “cacciatore di funghi” che indurrebbe i più noti cercatori di funghi a imbracciare il fucile nellaricerca sinora pacifica dei preziosi organismi vegetali eterotrofi adagiati sul terreno e ai piedi degli alberi. Per la guerra continua, a Napoli, fra comune e Regione, il presidente regionale Vincenzo De Luca ha espresso la sua piena solidarietà all’Associazione funghi porcini e affini.
Nel frattempo, Carlo Ancelotti, che fila d’amore e d’accordo con De Laurentiis, ha detto di non temere il megalodonte. Ne ha preso nota il figlio Davide ben sapendo che le colpe dei padri ricadono sui figli e, non si sa mai, il megalodonte potrebbe colpire in un  futuro meno azz

fonte:corrieredelosport

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