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RAVELLO. SABATO IN VILLA RUFOLO GLI ELABORATI DEL LABORATORIO DI RILIEVO DELL’ARCHITETTURA UNISA fotogallery

Quello di sabato 13 ottobre (a partire dalle ore 9.45) è il punto di arrivo di un lungo percorso di studi su Villa Rufolo e su altri beni culturali di Ravello e Scala, avviato da tempo dalla Direzione di Villa Rufolo con l’ Università degli Studi di Salerno e segnatamente con la cattedra del prof. Salvatore Barba del Dipartimento di Ingegneria Civile. La Fondazione e il Comune di Ravellohanno sostenuto il percorso di studi iniziato fra Ravello e Scala nello scorso mese di aprile e che ha visto 59 studenti provenienti, oltre che da UNISA anche da alcune università straniere, in specie da quella di Cordoba (Argentina), tenere i loro laboratori formativi sul campo.
“Conoscere sempre meglio il nostro passato per poter bene amministrare il presente e programmare il futuro – il pensiero del sindaco Salvatore DI Martino –; sostenere i futuri tecnici del territorio è nostro preciso dovere”.
Nell’auditorium di Villa Rufolo i gruppi di lavoro presenteranno al pubblico gli elaborati finali frutto dello studio dei dati e delle rilevazioni eseguite sul campo durante i giorni di laboratorio. I lavori diretti dal Prof. Salvatore Barba sono stati seguiti anche dal direttore del complesso monumentale dr.Secondo Amalfitano che collabora da tempo con UNISA quale docente a contratto in “Rilievo dell’architettura”; ad affiancare i giovani studenti anche un gruppo di tutor sia universitari (Emanuela De Feo, Carla Ferreyra, Marco Limongiello, Sara Morena, Lucas Olivero) che locali (Monia Belloro, Elettra Civale, Antonio Ferrigno).
Le presentazioni riguarderanno quattro luoghi del comprensorio analizzate e mappate grazie alle più moderne tecniche di rilievo: oltre al Complesso Monumentale di Villa Rufolo, un bagno arabo e una fullonica, entrambi privati, ubicati nel comune di Scala, nonché la vecchia chiesa rupestre di S. Maria della Pomice di Sambuco di Ravello con il suo “Cristo Pantocratore” del 1300.
Villa Rufolo, ancora una volta, si pone come centro propulsivo di studio e ricerca a servizio del territorio per conoscere, comprendere e divulgare la storia e il patrimonio culturale anche minore troppo spesso ignorato, non solo dai flussi turistici, ma dagli stessi cittadini.
“In questo le nuove tecnologie sono uno strumento importantissimo – sottolinea il direttore Secondo Amalfitano – grazie anche alle collaborazioni con Enti e Istituzioni, da un lato, stiamo rileggendo sistematicamente la storia di Villa Rufolo andando a colmare alcune lacune degli studi precedenti dovute spesso alla loro frammentarietà e puntualità, e che, in qualche caso, si sono rivelati inesatti; dall’altro cerchiamo di valorizzare parte del nostro straordinario patrimonio culturale minore. Questo tipo di collaborazioni diventa preziosissimo perché coniuga una moderna visione e fruizione dei beni culturali, con una sinergica ed economica collaborazione fra Università e Impresa Culturale”.
Piace ricordare che questa esperienza universitaria era un tassello del più ampio progetto di collaborazione con le Istituzioni del territorio confluito nel dossier di candidatura di Ravello Costa d’Amalfi a Capitale della Cultura 2020, proprio a dimostrazione che parte di quella programmazione è attuabile anche senza la molla del riconoscimento ministeriale.
Per la visione degli elaborati finali, che daranno a tanti la possibilità di vedere, per la prima volta e comunque in un modo nuovo, siti straordinari, l’appuntamento è nell’Auditorium di Villa Rufolo sabato 13 ottobre ore 9.45.

Dalla pagina Facebook ufficiale VILLA RUFOLO – RAVELLO

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