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Le Rubriche di Positano News - CulturaNews di Maurizio Vitiello

Napoli. PAN. Se Dici Terra.

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Contributo di Maria Carla Tartarone – Le donne nell’Arte al PAN. Sono in mostra con “Se Dici Terra”.

Al PAN “Se Dici Terra”.

Introduco scrivendo, come ho già fatto altrove, che nel passato le donne nell’Arte erano eccezioni, non venivano adeguatamente considerate.
Nel Cinquecento, ad esempio, si potevano considerare Sofonisba Anguissola, pittrice ufficiale della corte spagnola, dal 1559 al 1580, e Artemisia Gentileschi, accolta dal 1616 all’Accademia di Pittura di Firenze; ancora nel Seicento possiamo ricordare Barbara Longhi pittrice di nature morte e nel Settecento Rosalba Carriera ritrattista.
Nel Sette-Ottocento si ricordano Angelica Kaufmsnn e Marie Guillemin Benoit e più tardi George O ‘Keef, pittrice di fiori.
Oggi, finalmente, sono tante le artiste che prevalgono, molte anche insegnanti all’Accademia di Belle Arti.
Al PAN recentemente un gruppo di artiste ha presentato una collettiva, assai interessante: “Se Dici Terra”, a cura di Susanna Crispino, Adriana Del Vento con TerrAtanor”, Consiglia Giovine con immagini in cui prevale un rosso ricamo a stimolare un’attenta cura, Anna Maglio con “Semina, Raccolta, Attesa” a ricordare le fasi della vita in natura, Nicca Iovinella, con “Injuries” riferenti a precedenti installazioni sempre a favore della Natura, Mina Di Nardo, con la scultura “Ciliegie – Grotta del sole” e la installazioni intitolate Landscape e Pacciamatura; Anna Crescenzi con “La forza della fragilità”, più immagini scultoree tra cui testa e vaso a forma di bozzolo alludenti al processo della nascita ineludibile; Carla Viparelli, ha portato “Drift” raccontando le minuzie della vita dei continenti, dagli insetti alle immensità oceaniche; Renata Petti con “La Scarpa Spaiata”.
La mostra delle numerose artiste, appartenenti tutte all’Associazione Se Dici Mani, che non hanno certo bisogno di essere difese e protette, vuole dichiarare e far intendere al pubblico quanto sia necessario difendere la Natura, essenziale per noi, che dimostriamo continuamente di non comprenderla e non difenderla seriamente.
Queste artiste hanno costruito la loro arte in elaborati pittorici e scultorei di grande sensibilità, creati con gli stessi elementi della Natura.
Nell’androne del museo hanno addirittura costruito un grande tavolo in legno, lo hanno apparecchiato con piatti e posate congegnati da loro, hanno poggiato sui piatti delle pietanze straordinarie: stralci di aiuole, zolle di terra, in cui si possono scorgere esuberanti gli strati di vita, terreno-radici-erbetta, vivi, invitando i visitatori alla comprensione di un invito tale da renderli orgogliosi, considerati all’altezza del compito: difendere la Natura nei suoi dettagli, consapevoli finalmente che in ogni parte del nostro Globo va protetta ed aiutata, come un essere umano.
Nelle sale attorno la mostra continua con le opere delle artiste che, esplicitando un loro brano artistico, hanno operato con un unico intento, corale, all’espressione d’amore verso la nostra Terra.

Maria Carla Tartarone

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