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ESCLUSIVA – Sant’Agnello, vicenda cessione credito: parla il sindaco Sagristani. “Fondi dei cittadini, siamo sereni”

SANT’AGNELLO. Il sindaco Piergiorgio Sagristani, il suo vice Giuseppe Gargiulo, l’assessore Clara Accardi e l’ex componente della Giunta Pasquale Esposito, si sono visti recapitare un avviso di conclusione delle indagini per abuso d’ufficio. Il reato viene ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata in merito alla vicenda di un credito del Comune di Sant’Agnello di 400mila euro ceduto ad un imprenditore per soli 250mila euro. Insieme agli amministratori pubblici sono indagati anche la segretaria comunale Loredana Lattene e Raffaele D’Esposito, titolare di una ditta che avrebbe beneficiato dell’operazione.

I fatti risalgono a tre anni fa, quando il Comune di Sant’Agnello vantava un credito per un totale di circa 570mila nei confronti di un privato, Pasquale De Luca, per un contenzioso legato all’esproprio di un fondo di viale dei Pini avvenuto negli anni Novanta. L’ente di Piazza Matteotti, però, non riusciva a recuperare la somma. L’imprenditore D’Esposito, quindi, chiese all’amministrazione di cedergli una parte del credito vantato verso De Luca, per un importo di 400mila euro, in cambio dell’immediato pagamento di 250mila euro.

Tra De Luca e la ditta di D’Esposito, infatti, è in corso un contenzioso, conclusosi in primo grado con la condanna di quest’ultima al pagamento di circa 545mila euro. Sentenza impugnata dall’imprenditore che ha chiesto di acquisire il credito vantato dal Comune verso De Luca in modo da avere una somma sulla quale rifarsi nel caso in cui i giudici della Corte d’Appello riformino o sospendano l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.

L’imprenditore, sulla base di queste considerazioni, ha formalizzato la proposta all’amministrazione di Sant’Agnello, presentando anche una relazione in cui illustrava tutti i vantaggi per l’ente. A quel punto, i vertici di piazza Matteotti chiesero un parere alla segretaria Lattene la quale, precisando che “l’operazione potrebbe risultare pregiudizievole per il bilancio dell’ente”, in quanto “il Comune cederebbe un credito di 400mila euro per soli 250mila”, valutava anche che “tenuto conto della situazione patrimoniale del debitore che rende estremamente difficile soddisfare il credito del Comune”, la cessione “consentirebbe di incassare immediatamente 250mila euro” e quindi “concretizzerebbe un vantaggio economico tale da far ritenere sussistente l’interesse pubblico”. In pratica meglio 250mila euro sicuri che 400mila ipotetici.

La Giunta municipale, quindi, a fine 2014, approvò l’operazione. De Luca, però, denunciò la vicenda alla Procura ed arriva l’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone. Ora, a pochi giorni dall’insediamento di Sagristani per il suo quarto mandato da sindaco, sono stati consegnati gli avvisi di conclusione indagini: da adesso gli inquisiti hanno venti giorni per chiedere di essere ascoltati dal pm, depositare memorie e produrre investigazioni difensive.

Il sindaco, intanto, fa sapere di sentirsi “tranquillo” e di essere “convinto di riuscire a chiarire i fatti”, anche perché “attraverso quella cessione del credito non ho favorito D’Esposito, ma il popolo di Sant’Agnello”.

Abbiamo ascoltato in esclusiva il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani“Una vicenda partita anni fa. Erano dei fondi che abbiamo ricevuto per sentenza che per anni abbiamo cercato di recuperare con decreti ingiuntivi e pignoramenti vari – ha rivelato il sindaco- Vista però l’impossibilità del recupero abbiamo accettato una cessione di credito, che ci ha fatto recuperare una parte del credito. Siamo sereni e confidiamo nella giustizia perché alla fine non abbiamo fatto altro che recuperare dei fondi dei cittadini di Sant’Agnello”.

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