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Vico Equense. Seiano, domani alla Marina la festa di sant’Antonio con la tradizionale processione e fuochi a mare foto

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Vico Equense. Domani è la Festa di S. Antonio alle ore 19 a Marina d’Aequa, Seiano, il borgo marino di Vico Equense, per i festeggiamenti di Sant’Antonio (Santa Messa) e con la prima processione a mare dell’estate del Golfo di Napoli.

Le prime notizie certe, dell’esistenza sulla spiaggia della Marina d’Aequa, di una cappella dedicata a Sant’Antonio le abbiamo con la visita del vescovo Carlo Cosenza del 1735.

Quello di Sant’Antonio, a Marina d’Aequa, è uno di quei riti che affondano le radici nella memoria. Tra il religioso e lo scaramantico, la suggestiva processione a mare della statua di Sant’Antonio, organizzata dal Consorzio Marina d’Aequa, con il patrocinio del comune di Vico Equense, coinvolge tutta la popolazione. dopo la celebrazione della messa, la statua viene issata e collocata nell’imbarcazione più grande, poter salire su questa risulta il massimo per i credenti che arrivano da tutte le frazioni. Ma che sempre più attirano i turisti.

Al seguito sfilano tra suoni, sirene e trombe, le imbarcazioni di ogni ordine e grado. Al cui transito, che si spinge fino allo stabilimento del Bikini di Vico Equense, il Santo riceve applausi con manifestazioni di saluto anche dagli addetti delle attività produttive della costa, che sono soliti sparare fuochi d’artificio.

Un evento atteso con devozione d’altri tempi e che resiste da oltre cinquant’anni quando, il commendatore Antonio Savarese, primo armatore della Costiera sorrentina, la pensò come una sorta di benedizione collettiva, facendo effettuare questo giro per mare alla statua del santo che è ammirabile nell’omonima chiesa di questo centro della Costiera sorrentina.

Allora erano traghetti, pescherecci, gozzi e tutte le imbarcazioni che amici del commendatore Savarese e i pescatori di Seiano e di Marina d’Aequa, mettevano in mare. Oggi, come allora, il rito si ripete.

La partecipazione alla festa di una gran folla, si conclude, a tarda sera, con uno spettacolo unico, di fuochi a mare.

Nell’attesa degli spettacolari fuochi d’artificio, che concludono tradizionalmente la processione, fritture di mare (cuoppi) e calamarata per finanziare il restauro della vetrata raffigurante il martirio di San Marco situata nella parrocchia di Seiano e danneggiato a causa dei temporali invernali.

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