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Ravello. La risposta di Secondo Amalfitano ai corvi foto

……ne in quasdam inexcusabiles turpitudines decidatur

     (per non cadere nelle varie pratiche ingiustificabili e vergognose)

(S. Aurelii Augustini Soliloquiorum)

Un’informazione parziale, travisante e perversa è il male oscuro di questa piccola comunità, che continua a farsi del male gratuito.

Ho deciso di dare il via ad una serie di accertamenti e denunce dopo l’ennesimo episodio di attacchi gratuiti e falsi, apparentemente rivolti alla mia persona, ma in realtà a Ravello, quale luogo dove si sommano interessi economici, storia, raffinatezza, estetica, e, soprattutto, credibilità.

Ma veniamo ai fatti.

Ho inviato alcuni giorni fa atti e missive della Fondazione Ravello, interni e non pubblici, ai membri degli Organi della Fondazione. Devo dedurre che uno o più dei destinatari (corvi) hanno ritenuto di darne comunicazione ad un giornale locale. Quale occasione migliore per spargere veleni e maldicenze sulla mia persona?

Ed ecco due capolavori di articoli, come sempre, sparati contro il pericolo pubblico numero uno anche se si chiama Secondo, per denigrarlo ed offenderlo.

Nel primo articolo, il nostro, si cimenta addirittura nel dare lezioni di strategia economica e turistica per porre rimedio alla fallimentare gestione di Villa Rufolo. L’ignorante – nel senso che ignora i principi di : gestione di beni culturali; economia gestionale; disciplina economico-finanziaria dei fondi pubblici; realizzazione e interpretazione dei diagrammi di flusso; etc. – pubblica finanche due grafici che lui pensa siano a riprova delle sue affermazioni. Orbene l’ignorante non si rende conto che la smentita alle sue farneticanti teorie è proprio in uno dei due grafici pubblicati: quello che confronta, i valori assoluti annuali delle presenze a villa Rufolo, con la linea di tendenza degli stessi dal 2008 al 2017. Anche un ignorantello capirebbe che il 2017 è perfettamente allineato con il trend pluriennale di crescita, il valore invece non allineato è quello del 2016 che è risultato l’anno magico di boom turistico per Ravello. Appunto un ignorantello! Ma il nostro è un ignorantone, perché ignora molti dati, ignora l’analisi dei flussi, ignora le tecniche di strategia gestionale di un bene culturale, ignora le regole delle valutazioni di crescita e sviluppo. Ignorantone! E lo sto trattando, perché l’alternativa, alla quale non credo, sarebbe quella di definirlo disonesto, in malafede, cattivo.

Ma c’è di più! Se l’ignorantone avesse pubblicato tutto il materiale procuratosi da/dai corvi astenendosi dai comenti e dalle proposte, avrebbe dato la possibilità ai lettori di capire direttamente e senza distorsioni di un ignorante, che dall’analisi dei flussi delle presenze turistiche in villa Rufolo si ricava che, il calo di presenze assoluto del 2017 sul 2016, è totalmente legato ad una sola tipologia di visitatore: individuale (non gruppo e non categorie agevolate) e straniero. Vale a dire che nel 2017 in villa rufolo vi è stato un calo di visitatori stranieri e individuali. Qualche domanda all’ignorante: che ci azzecca il prezzo del biglietto con il visitatore che è partito dall’America o dal Giappone in numero inferiore all’anno precedente? Perché non sono diminuiti gli italiani? I gruppi? I ridotti? I due euro di aumento avrebbero inciso proprio sul segmento più ricco della massa dei visitatori? Una persona onesta e intelligente, ma non ignorante, dalla semplice lettura della mia puntuale relazione ed analisi, avrebbe tratto spunti per congratularsi per tutto, sia per la  forma che per la sostanza della mia gestione. Solo per tranquillizzare “l’esperto”, dico: devi avere pazienza e aspettare, verrà l’anno in cui quella linea di tendenza non crescerà più e si bloccherà; quell’anno, a prescindere dal direttore di villa Rufolo, sarà semplicemente un fermarsi al limite della capienza fisica e fisiologica di Villa Rufolo.

Il giorno dopo arriva una seconda bordata di illazioni, apparentemente quasi favorevoli alla mia persona. Alcuni brani del mio scritto virgolettati, si sommano a libere e gratuite affermazioni quali “tesoretto di Amalfitano”, o anche mia “personale gestione”. Ignorante! Se avessi letto bene le carte che maldestramente qualcuno ti ha fornito, ma resto dell’idea che sia più di uno, avresti capito che non esiste un tesoretto, ma semplicemente fondi provenienti da una gestione esemplare depositati in banca e destinati o a interventi già individuati ed approvati, o ad interventi obbligatori in base al contratto di affidamento. Progetti e opere su Villa Rufolo, per villa Rufolo, a favore di villa Rufolo. Il sottoscritto, come sempre nella sua vita, anche con questo scritto, sta difendendo, non se stesso, ma RAVELLO e TUTTI I RAVELLESI, o quasi.

Piuttosto vorrei chiedere ai corvi e all’estensore delle inesattezze contro di me: vi rendete conto che con questa diffusione insensata di notizie vi state tirando addosso le attenzioni della Corte dei Conti? Dell’Ufficio regionale preposto al controllo sulle Fondazioni? Delle forze di Polizia, che potrebbero andare alla ricerca di illegittimità e illegalità, come emerge da quegli articoli? Io non faccio parte degli Organi eventualmente responsabili di procedure non corrette; quindi? A chi pensate di fare danni, se non a voi stessi, diffondendo notizie che, se vere, vi vedrebbero, chi più chi meno, tutti protagonisti e coinvolti? A Ravello si dice: “s’è dat a zapp ngopp e pier”! Masochismo allo stato puro, del quale mi interesserebbe poco o nulla, se non fosse in gioco il nome di RAVELLO, LA SUA IMMAGINE, LA SUA STORIA, LA SUA ECONOMIA, IL SUO FUTURO

Quanta tristezza! Soprattutto se penso a quanti hanno dato l’anima per difendere e tutelare questo paese, per dargli onore e farlo crescere. Purtroppo non mi pare che ci siano in giro per Ravello gente disposta a strapparsi le vesti; parlo di imprenditori, uomini di cultura, investitori, giovani e meno giovani di buona volontà. Vedo solo silenzio, omertà, pochezza se non il nulla. Altro che Ravello = Rebellum, l’etimologia esatta di Ravello, mai come di questi tempi, mi pare: dirupo!

Su tutti un esempio che rende perfettamente l’idea: Quella riportata sotto è l’immagine di Ravello più conosciuta nel mondo; è la foto più scattata tutti i giorni. Le cupole sono vergognosamente coperte da erbe infestanti, che sono sinonimo di incuria, abbandono, indifferenza. Sotto quelle cupole, a vario titolo, svolgono attività diversi soggetti che dicono di occuparsi di beni culturali e di Ravello; Non so se sono autorizzati a svolgere colà le loro attività, se l’immobile ha i requisiti di legge per ospitare attività culturali e commerciali; quello che so è che, nonostante le mie sollecitazioni e segnalazioni anche agli Organi competenti, NESSUNO sente il dovere di spendere qualche centinaio di euro per pagare un operaio che almeno estirpi quelle erbacce.

Continuate pure a vedere fuochi fatui, pagliuzze e moscerini negli occhi degli altri. Io continuo ad essere quello che sono sempre stato e a fare quello che ho sempre fatto: AMARE RAVELLO.

Secondo Amalfitano – RAVELLESE

 

Ravello cupole con erbe

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