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Napoli due portieri in lizza Leno e Lunin

304 Presenze di Bernd Leno con la maglia del Bayer Leverkusen club in cui arrivò nel 2011

36 Presenze di Andriy Lunin con la maglia del Zorja Luhansk dal 2017

è un guanto di sfida, una partita doppia, un braccio di ferro: è un dubbio amletico che resta a galleggiar nell’afa di un mercato scivoloso, in cui serve un’uscita da kamikaze e la presa giusta, per controllare quella porta scorrevole. E’ Leno contro Lunin, ma potrebbe pure diventare (chi può mai dirlo?) Leno con Lunin: perché in questa estate strana, in cui sarà necessario intervenire (e massicciamente) nella propria area di rigore, al Napoli non basterà avere un numero uno, ma ne serviranno due, fors’anche tre, se Sepe volesse veramente avere spazi altrove, per divertirsi in campo e non starsene in panchina.

LENO. Bernd Leno se ne sta nella sua malinconia assoluta a contare i giorni che lo separano da quel Mondiale ch’è una ferita aperta: bisognerà gustarselo (?) in divano, dopo averci creduto, e semmai sperare che in quegli istanti dolorosi arrivi la telefonata giusta dal Bayer Leverkusen per ritrovare motivazioni e quell’autostima che in vicende del genere ha bisogno di nuove sollecitazioni. Il Napoli è una finestra spalancata – ormai da un anno circa – sulla sua vita: ci sarebbe potuto arrivare nell’estate scorsa, proprio sul finire del mercato e quando il Psg s’avvicinò a Reina, inducendo Giuntoli ad uscire dalla penombra ed a farsi avanti ma seriamente. Non se ne fece nulla, senza però pregiudicarsi niente: anzi, da quel momento, è continuato il chiacchiericcio, il management è stato avvicinato e l’intesa economica praticamente individuata: però c’è la clausola, ventotto milioni di euro, ritenuta rilevante ed è intorno a quella cifra che la vicenda s’è impigliata, diffondendo un pessimismo che però compare e sparisce, come ogni dettaglio del mercato. L’ottimismo, invece, è nella volontà di Leno, nella sua scelta compiuta, nella disponibilità assoluta a rimettersi in gioco in Italia e a ripartire da Napoli, con Ancelotti allenatore ed un carico di ambizioni testimoniato dal recente passato del club e dalla storia di un tecnico che ha vinto ovunque e non si è stancato di farlo. Gli affari non hanno scadenze, se non quella del 17 agosto (ultimo giorno del mercato) però il Napoli in ritiro vuole arrivarci con un portiere titolare e anche con un altro e con Sepe: Leno rimane sull’uscio di Castel Volturno, il più autorevole candidato, e porta con sé l’esperienza in Bundesliga ma anche quella internazionale, passaporto mica di secondo piano per orientare una decisione.

LUNIN. Ma Andrij Lunin, nonostante i suoi diciannove anni, non è una suggestione, né una scommessa: è un investimento mirato, sul quale Giuntoli ha personalmente lavorato nei mesi scorsi; è una prospettiva rassicurante, per fisicità e per consistenza tecnica, è un’Idea pienamente in linea con il progetto, che privilegia – e da sempre – le qualità pure anagrafiche da far sposare con il talento. Lunin ha scossa, ha spinto il Napoli a farsi avanti, senza mai indietreggiare, anzi entrando in collisione (ma tutto nella norma) con l’Inter, che ha avuto egualmente percezione delle prospettive del giovanotto: le aste non piacciono a De Laurentiis e la tentazione di sfuggire è nella costante frequenza con cui il Napoli si presenta allo Zorja. Il portiere è una necessità, non diventerà un’ossessione, però sul tavolo del mercato – e soltanto per questo ruolo – ballano una trentina di milioni di euro e forse anche di più: sarà per questo che li chiamano i numeri uno?

resta aperta comunque la pista Sirigu

Napoli – Ma la porta è aperta anche ad altre soluzioni, che un giorno sembra abbiano un senso compiuto e quello dopo pare vadano evaporando: è la (dura) legge del mercato, che non fa sconti neanche adesso. Però nell’elenco dei portieri varrà sempre la pena inserire, fino a prova contraria, anche Salvatore Sirigu, con il quale qualche discorso è stato accennato nei giorni scorsi: Aurelio De Laurentiis e Urbano Cairo hanno avuto modo di sentirsi, anche per altro, e per il momento si resta nel vago. C’è una tentazione che conduce il Napoli a Sirigu e poi c’è la conoscenza diretta di Carlo Ancelotti, che ha avuto modo di apprezzare il portiere sardo al Psg nella stagione 2012-2013, quando l’estremo difensore mise assieme trentatré partite di Ligue 1 e dieci di Champions, sufficienti ad entrambi per avere stima l’uno dell’altro. Ma Sirigu ha un contratto con il Torino, eventualmente se ne dovrebbe discutere con Cairo. E il Napoli almeno per il momento non ha fretta, non sente l’esigenza di chiudere quella porta: il mercato è appena cominciato e le opzioni sono tante. Il numero uno sardo, dopo un’assenza di due anni è rientrato a far parte del giro della Nazionale. Il nuovo ct Mancini lo ha utilizzato nel match amichevole contro la Francia. Salvatore ha potuto così realizzare la sua diciottesima presenza in maglia azzurra.

fonte:corrieredellosport

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