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Mondiali 2018 Russia e la la strage dei cani randagi

Le principali strade russe sono state "ripulite" dai randagi con cibo avvelenato, cerbottane e dardi avvelenati

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Domani 14 Giugno avranno inizio i mondiali di calcio in Russia. Le città russe che ospitano le partite sono belle, bellissime. E pulite, pulite come non mai, tirate tutte a lucido nello sfarzo di edifici costruiti per l’occasione, che si alternano a monumenti storici ripuliti da sporcizia e rifiuti che non è raro vedersi rotolare davanti quando ci passi il resto dell’anno. Ma non importa, il calcio è calcio, e poi un Mondiale è sempre una buona occasione per riportare in vita zone urbane morte o sulla buona strada per l’inferno. Questa corsa alla rifioritura, tuttavia, ha avuto un prezzo elevatissimo. Non si parla solo di denaro, ma anche di vite. Vite a quattrozampe, di cui pochi si sono occupati durante gli anni di preparazione all’evento che dal 14 Giugno al 15 Luglio catalizzerà l’attenzione di almeno un paio di miliardi di spettatori in tutto il mondo.

Le principali strade russe sono state “ripulite” dai randagi con cibo avvelenato, cerbottane e dardi avvelenati

A lanciare l’allarme, tra gli altri, Open Cages, associazione impegnata nel contrastare le crudeltà arrecate agli animali. Per questo, ha anche avviato un’apposita campagna, che al momento ha raccolto circa diecimila firme. Le principali strade russe sono state “ripulite” dai randagi spargendo cibo avvelenato. In altri casi, invece, si è ricorsi a vere e proprie squadre della morte. Tiratori scelti, dotati di cerbottane con dardi avvelenati, che cacciano selettivamente i randagi da eliminare, spesso lasciandoli morenti per strada. Perché si punta sulla quantità, visto che ogni vittima viene ripagata con circa un euro e mezzo. E si torna a un problema che si era palesato, in scala più piccola, per le Olimpiadi Invernali di Sochi (2014), quando il mondo assistete a un altro massacro di randagi per rendere più “libera” la città russa.

La nuova strage che macchia di sangue questo Mondiale poteva essere certo evitata con politiche a lungo termine, per esempio lavorando sulla cattura e il trasferimento degli animali, e sulla sterilizzazione per limitarne la proliferazione, invece si è preferito un metodo più rapido ed economico. A fronte di lavori che durano da quasi otto anni, per un budget che supera abbondantemente i dieci miliardi di dollari. Quando guarderete la prossima partita, magari tra un tempo e l’altro, pensateci.

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