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“L’arte ci somiglia” – le classi quarte e quinte del Lucantonio Porzio di Positano in una mostra “vivente”

POSITANO. “L’arte ti somiglia”, la campagna di comunicazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per promuovere le collezioni dei musei italiani ed esteri, è arrivata giovedì mattina anche tra i banchi della scuola primaria Lucantonio Porzio di Positano, nelle classi quarte e quinte. Un progetto che nasce, di base, per avvicinare le persone all’arte in maniera diversa e in questo caso anche i più piccoli, destando in loro la curiosità di chi cerca nell’espressività di quelle sfumature, un volto, un dettaglio in cui rivedersi, una caccia al proprio alter ego impresso su tela.

Un gran bel lavoro che ha coinvolto le insegnanti, le madri e soprattutto i bambini, veri protagonisti della scena che non solo hanno imparato a fruire l’arte in maniera del tutto originale ma hanno anche ricercato il perché di quell’opera, la ragione che è dentro quelle immagini.

L’idea risale a circa un anno fa quando la maestra Margherita Carbone, assieme alla collega e rappresentante del plesso scolastico di Praiano, Maria Teresa Adamo, e col supporto di altre docenti hanno messo su una “mostra vivente”, valorizzando al meglio le evidenti somiglianze presenti tra alcuni loro allievi ed i personaggi raffigurati nei quadri. Avvalendosi di efficaci strumenti come i testi di Stefano Zuffi, che hanno fornito un importante focus sul punto di vista degli autori, o la partecipazione ad alcuni eventi – come “Vissi d’arte” a Napoli o la mostra multimediale “van Gogh Experience”- hanno animato il fervore di questa incessante ricerca artistica, alla quale le insegnanti e i bambini hanno dedicato circa un semestre. Un lungo processo di formazione che ha, senza dubbio, prodotto un risultato degno di lode. Lo spunto ci è stato dato – racconta Margherita Carbone – da un anziano signore residente a San Gregorio Magno, considerato da molti, il sosia dell’illustre pittore olandese Vincent van Gogh, al punto da renderlo famoso sul web, ritraendolo nei campi o con un pennello tra le dita.

Tra i quadri rappresentati: L’Urlo di Munch, la Primavera di Botticelli, la dama con l’ermellino di Da Vinci, la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, la donna con mango di Gauguin o il ritratto di Adele Bloch-Baue di Klimt, tutti con dei costumi impeccabili.
Un’esibizione che ha lasciato spazio a chiunque, anche ai meno “simili”: alcuni hanno rappresentato i quadri, altri gli autori dei quadri stessi e hanno dato voce alle immagini, calandosi nelle vesti di quegli autori dagli animi spesso tormentati e imparando ad apprezzare il patrimonio artistico di cui noi oggi siamo custodi.

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