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Penisola sorrentina soffocata dal traffico . Un’ipotesi di mobilità sostenibile dell’ingegner d’Esposito

Piano di Sorrento. Il Cavone bloccato da una colonna di autobus e auto, una scena quotidiana d’ora in poi. A Sorrento la mattina fino alle 10 è impossibile muoversi, tutti stanno caricare e scaricare e bloccano il traffico. A Seiano di Vico Equense non ne parliamo. Poi gli autobus ovunque sono un’ingombro pazzesco a Meta, a Sant’Agnello addirittura sui marciapiedi, a Massa Lubrense verso Sorrento. Di tutto e di più . Si sta parlando tanto di traffico, ma poche ipotesi credibili. Sentiamo l’ingegner Elio d’ Esposito. Opera sul territorio da mezzo secolo, ha insegnato, ha lavorato per i comuni, vive e conosce ogni angolo di queste cittadine. Ha elaborato una proposta poi rimessa ai sindaci della Penisola Sorrentina.

Traffico in Penisola Sorrentina è caos una proposta

 

                                                 Un’ipotesi di mobilità sostenibile in penisola sorrentina

Mi permetto di dare un mio modesto contributo nella veste di tecnico ( ingegnere stradale)  nonché di abitante e quindi conoscitore e fruitore dei luoghi.

Il problema è antico, ci si sta studiando da decine di anni. In questi ultimi sessanta anni ci si è sbizzarriti in tante soluzioni di una strada alternativa, chiamata in tutti i modi, fra i quali, più recenti “ la strada dei quattro cimiteri  o la strada degli ulivi. Indubbiamente l’ alternativa di una nuova strada di percorrenza rappresenta la componente fondamentale per la soluzione del problema “ mobilità in penisola sorrentina “ ma non è la soluzione in toto del problema e ciò per diversi motivi :

-la futura strada, di agevole percorrenza, rende più vivibile il centro abitato ma invoglia anche gli abitanti, di zone esterne alla penisola, ad approfittare di essa per fare capolino facilmente in penisola sorrentina, e quindi aumentando il massimo flusso veicolare; cioè  si correrebbe il rischio di un aumento del flusso veicolare invogliato dalla presenza di una nuova strada.

-La strada rappresenta un mezzo di percorrenza e trasporto su gomma, ma, chiaramente, non  può essere l’unica alternativa di spostamento in zona e fuori zona, anzi deve essere accompagnata, tale alternativa, da altre soluzioni nei settori di trasporto su ferro e via mare, al fine di produrre un decongestionamento significativo del traffico sulle solite strade.

Attualmente  il problema di fondo è riassumibile in un grosso flusso di traffico (punte  massime di 24.000 autoveicoli nei giorni da bollino rosso ) che non può essere veicolato in maniera scorrevole, su una sola strada, considerando gli incroci rilevanti che si incontrano lungo la SS.145 da Meta a Sorrento, fra i quali, il più problematico è quello di Marano a Sorrento.

La sistemazione di tali incroci per rendere scorrevole, o molto agevole tale traffico, è tecnicamente impossibile per le caratteristiche intrinseche del traffico e delle zone  che non consentono alternative di spazi per soluzioni diverse tecnicamente ( ad esempio sottopassi o ampie canalizzazioni )

L’interruzione di traffico, pertanto, è inevitabile  nelle giornate o nelle ore di punta, e chiaramente provoca blocchi del flusso stradale che si va a ripercuotere fino a distanze chilometriche dall’incrocio.

E’, pertanto, fondamentale, come facilmente si intuisce, ridurre il flusso di veicoli sulle strade del centro abitato. Chiaramente non è la scoperta dell’uovo di  Colombo. La realtà tecnica che ne deriva da essa è che con queste strade e con i rispettivi incroci, l’alternativa più valida, concreta, è quella di alleggerire il flusso veicolare in due modi :

  1. Creazione, come già detto di una strada alternativa utilissima per il flusso turistico in primis(pullman )e, inoltre, la messa in essere di diverse soluzioni che rendono sconsigliabile l’uso dell’autoveicolo sia al residente che al cosiddetto forestiero.
  2. Convincere, cioè, l’utente che non è conveniente percorrere la penisola sorrentina con l’auto, sotto tutti i punti di vista : economico, di tempo, di stress, di comodità di raggiungimento dei luoghi prefissati, dandogli validissime e convenientissime alternative.
  3. Creare, a tal uopo, un sistema informatico di rapida segnalazione di ingorghi e di rimedi suggeriti, a distanza dalla zona sorrentina ( cabina di regia del traffico)
  4. Al limite, nei giorni da bollino rosso, in mancanza di ogni altra alternativa sostenibile, sconsigliare o addirittura vietare  l’accesso in penisola sorrentina  ai non residenti, salvo alcune categorie di utenti, non residenti ma  svolgenti attività lavorative, commerciali, professionale  e altro, da munirsi di pass rilasciato dai Comuni.

Questi obbiettivi sono basilari e si possono  raggiungere con idonei provvedimenti quali :

  • Creazione di corse metropolitane da Vico Equense a Sorrento e viceversa, ogni quindici minuti con scambi nelle stazioni.
  • Creazione di parcheggi nelle immediate vicinanze delle stazioni, per invogliare al massimo lo scambio tra trasporto su gomma e trasporto su ferro.
  • Creazione, ancora, di servizi di pullmini elettrici ( navette ) con biglietti unificati con il trasporto ferroviario per consentire al viaggiatore di poter effettuare spostamenti sul territorio facilmente e senza uso dell’auto, e senza il problema di parcheggi e del relativo costo. Pubblicizzare massivamente tali alternative. Chiaramente la Regione Campania dovrebbe sostenere e agevolare, con finanziamenti, tali iniziative, con   costo ridotto di biglietto.
  • Creazione di sistema computerizzato di messa in rete di tutti i parcheggi pubblici ( una sorta di cabina di regia ) in penisola sorrentina, segnalandone la disponibilità su tabelloni luminosi a buona distanza dal territorio interessato, e sugli stessi segnalare anche l’entità del traffico e della lunghezza delle code. Cioè far conoscere all’utente, a distanza dal territorio sorrentino, le condizioni del traffico e dei parcheggi in sito.
  • Invito, con la stessa segnaletica a usufruire dei parcheggi ancora disponibili lungo il percorso e di utilizzare, per il prosieguo, i mezzi pubblici e da qui l’utilità di avere zone di parcheggio in prossimità delle stazioni ferroviarie o lungo il percorso, con il servizio collegato di navette elettriche.
  • Creazione anche, sul territorio peninsulare, di una rete di servizio bici elettriche ( in affitto ) da prelevare in un luogo e poter consegnare altrove, oltre alla presenza di navette elettriche; ciò,  chiaramente, con costi particolarmente convenienti, invoglianti,  per renderne appetibile l’uso ( sempre con l’ aiuto regionale o comunitario ).
  • Al di là di tali accorgimenti, indire ordinanze da parte dei quattro comuni costieri di divieto di traffico ai non residenti e ai non lavoratori in zona e ai non addetti ad attività alcuna commerciale, turistica, professionale, di percorrenza delle strade peninsulari nei giorni ritenuti da bollino rosso ( valutando anche l’emissione di pass per i beneficiari nelle dette giornate). Pubblicizzare su tabelloni luminosi tali divieti nelle giornate in cui ricorrono, o addirittura nelle ore in cui ricorrono, già in zone lontane ( ad. esempio sulla S.S. 145 verso Scanzano, Bikini o  zone limitrofe), in modo che l’utente, edotto a tempo debito possa prendere le decisioni alternative indicate  o rinunciare.
  • E non ultimo ricordiamoci che i servizi della penisola sorrentina, quali fognature, depuratore, etc. sono tarati per un determinato affollamento nei giorni di punta, e, quindi, un sovrapopolamento a dismisura del territorio è incompatibile non solo per il traffico.

SOLUZIONE A TEMPI BREVI

Alcuni obbiettivi sono realizzabili a tempo relativamente breve( punti 2-3-4 ) mentre altri avranno una lunga storia burocratica davanti a loro e, soprattutto avranno necessità di volontà politica di grossissimo impegno.  Tali sono la realizzazione della strada degli ulivi ( o dei quattro cimiteri ), la creazione di parcheggi più che necessari, in alcune zone strategiche ( preferibilmente utilizzando i piazzali pubblici vicino alle stazioni ferroviarie ) e la risistemazione degli approdi di cui dirò in appresso.

La costruzione della futura strada degli ulivi, dovrà raggiungere l’obiettivo di portare tutto il traffico turistico su una strada dedicata lontana dai centri abitati e storici per  eliminare le ripercussioni sull’inquinamento in zone sature abitate, già penalizzate da poco verde, e anche per evitare le ripercussioni sui fabbricati antichi in muratura soggetti a continue vibrazioni, e anche per evitare avvallamenti continui stradali, sempre conseguenti a carichi molto pesanti su pavimentazioni strutturalmente inadeguate, molto spesso, ad essi.

Fondamentale sarà il  tratto in galleria di attraversamento della zona rocciosa sottostante al borgo Casarlano per il collegamento tra via degli Aranci ( zona S.Renato – Montariello) con la zona di S.Agnello ( via S.Martino – Nastro d’Argento)  al di sopra del cimitero di S.Agnello.  Tale tratto sarà sicuramente quello di maggiore importanza e costo. Potrà studiarsi, a tal fine,  un percorso che, venendo dalla zona Nastro d’Argento, al di sopra del cimitero,  attraversi  la sottostante zona depressa, per innestarsi, superando via S.Martino, nel costone di roccia calcarea con breve tratto.  La detta strada, nel suo intero percorso,  attraverso   anche allargamenti di tratti di strada esistenti, compresa quelli della  SS 163, può creare l’alternativa con il minor impatto ambientale possibile e con accorgimenti vari, quali, ad esempio, i sottopassi negli incroci con strade di traffico notevole, quali potrebbero essere  via Cavone, via G. Maresca, via Mortora. Tutto ciò fa parte di un attento studio della zona, con tutte le sue caratteristiche soprattutto ambientali, idrogeologiche, archeologiche e con la considerazione di perdita minima di verde.

 Per  quanto riguarda le vie del mare, si dovrebbe deflazionare il traffico degli aliscafi tutto concentrato sul porto di Sorrento. Tale trasporto, molto utilizzato in penisola, dovrebbe essere dislocato, con nuove soste e nuove corse, negli approdi dei vicini comuni, per evitare l’intasamento delle strade comunali da  Meta a Sorrento e per  invogliare, perciò, di più, la via del mare, in alternativa all’auto.

Sarebbe necessario, al momento,  l’utilizzo del porto di Piano, peraltro già in fase sperimentale. Ancora meglio, per la migliore viabilità, sarebbe la realizzazione di un porticciolo a Meta, con il molo girato verso Piano, come lo era fino a sessanta anni fa, senza alcun danno per la balneabilità esistente;  sarebbe, esso, utile per i Positanesi, Metesi oltre che per i carottesi, Santanellesi  e forse anche per i vicani e tale approdo creerebbe le condizioni per diverse attività da quelle hobbistiche, a quelle di scuole varie di vela, pesca, oltre ad una eventuale creazione  di cooperative per incentivare la pescaturismo, il turismo di mare, ( visite a siti caratteristici, archeologici,) etc. Oltretutto trattasi di un paese di antichissima tradizione marinara, dove il porticciolo è sempre esistito, come si vede nelle vecchie foto  degli anni 50. Cioè spostare molte attività dal porto di Sorrento, intasatissimo,  ai vicini porti.

Si potrebbe anche realizzare un ascensore inclinato a  raso ( come esiste da anni in un albergo positanese),  a sfiorare la superficie del terreno, con cabina in cristallo, panoramico,  che colleghi la cava grande di Scutari, tramite sottopasso della SS145,   con la parte di Meta a valle nei pressi del Bleu Village, utile sia per evitare intasamenti di auto sulla spiaggia, e sia per convogliare con pullmini elettrici i viaggiatori fino alla stazione vesuviana per l’opzione treno nei momenti critici del traffico in penisola. In mancanza dell’ascensore inclinato rasente il suolo, ( vi è un progetto al Comune già da diversi  anni con uno sbocco, tramite galleria,  addirittura sulla passeggiata tra Meta e Alimuri ) si potrebbe già utilizzare detto spazio della cava come, appunto, un ulteriore parcheggio, fra gli ultimi,  di autoveicoli quando i pannelli luminosi indicano che il traffico è in tilt e i parcheggi sorrentini sono tutti colmi, prima di inibire l’ingresso sul territorio a quelli sprovvisti di un pass. Chiaramente si presuppone la presenza di pullmini elettrici a servizio del parcheggio per convogliare i passeggeri alla stazione vesuviana di Meta con funzione di metropolitana.

Chiaramente sono solo riflessioni che, portate nello specifico e nel dettaglio possono avere ulteriori integrazioni e varianti, come ad esempio la valutazione di rendere possibile l’attraversamento dei pullman su via Bagnulo, a Piano, con un lavoro, un po’ scorbutico ( per i sottoservizi esistenti e per i raccordi con le zone adiacenti ), di abbassamento della livelletta stradale sotto il ponte di altezza inadeguata, di poco, alle misure di legge per il passaggio di pullman turistici ( quanti ne abbiamo visti in questi anni …incastrarsi per pochi cm. sotto al ponte ). Ciò porterebbe molti giovamenti a tale tipo di traffico pesante turistico sul territorio di Piano.

Si potrebbe anche pensare ad una deviazione del traffico per Massalubrense lungo la SS163, nastro azzurro e S.Agata,  nei periodi di traffico intenso, bloccato sulle strade sorrentine, considerando che via degli Aranci diventerà a Sorrento l’unica strada per raggiungere Massalubrense, ma questi sono accorgimenti che i Comandi di Polizia Stradale e Municipale sapranno valutare sicuramente bene per il loro costante monitoraggio della situazione del traffico.  Si potrebbe anche inibire l’uso di veicoli maggiormente inquinanti ( inferiori alla categ.  euro 6 ) nel momento in cui la colonnina di rilevamento,  ancora da realizzare e, si spera che si realizzi, indichi che si è superata la soglia critica dell’inquinamento.

RIFLESSIONI- CONCLUSIONE

Da queste brevi considerazioni si trae la conclusione che i tempi per una completa risistemazione della mobilità in penisola, e cioè per una migliore sostenibilità,  saranno lunghi, e  per una completa attuazione di un tale programma di interventi  saranno notevoli gli ostacoli per i pareri favorevoli di tutti gli Enti, dovendosi provvedere a conferenze di servizi tra Stato ( ministero BB.AA.),  Regioni, Provincia, Comuni, Autorità Del Bacino ed altri. Penso che si dovrà, probabilmente, intervenire, in ultimo,  con un’approvazione in Consiglio Regionale là dove l’opera contrasta con il PUT.

Al momento potrebbero realizzarsi, però,  in tempi abbastanza brevi, alcuni interventi, come sopra suggeriti o, ancora meglio con le opportune integrazioni degli uffici competenti.

COSTIERA AMALFITANA

E per finire, appunto, sulla tratta della costiera amalfitana, perché non pensare ad un semplice intervento di allargamento stradale ( lato mare come realizzato fino a Positano ) nei punti più stretti, utilizzando tutte le capacità artistiche, architettoniche e ingegneristiche per mimetizzare l’intervento come se fosse un fatto naturale ? Sono consapevole che è in contrasto con la normativa del PUT. Ed ecco la necessità di mettere tutti attorno ad un tavolo…Meglio i tunnel, costosissimi, le funivie anch’esse costose, o meglio un intervento ben fatto di questo genere,  di minimo costo, ambientalmente ben inserito, e di sicura risoluzione ?

Le leggi, a mio avviso, non sono eterne,  sono mutevoli quando la necessità lo richiede  per il bene e l’interesse pubblico. Chiaramente i due interessi pubblici…quello di tutela ambientale e quello di crescita del territorio si debbono ben sposare, non può esistere la sordità in questi casi. La tutela ambientale nel nostro territorio è fondamentale ma non può e non deve essere intesa come immobilismo ad ogni intervento, come un incartamento di un territorio assolutamente, a priori, da non modificare minimamente. La trasformazione urbana, BEN ATTUATA rappresenta la crescita socio economica del territorio, nel pieno rispetto ambientale. In questa sinergia, difficile ma senz’altro possibile, sta tutto il segreto per vincere la partita. La sfida è questa, è tutta aperta, ma ci vuole grande coraggio e tanta volontà politica, come la ebbero, alla fine  dell’Ottocento, il sindaco di Parigi e l’ing. Eiffel.

 

  – Previsioni economiche –   Il costo dell’intero variegato programma di tal genere, in una prima valutazione sommaria, non è eccessivo, neanche un terzo  dei cento milioni che il governatore regionale De Luca, molto volitivo,  si è impegnato a dare per finanziamenti in tal senso, per la costiera sorrentina – amalfitana. Parliamo dei soli interventi stradali. Chiaramente poi ci sono altri tipi di finanziamento e cioè per il servizio metropolitana della vesuviana, per i servizi a tariffe agevolate di navette elettriche, nell’interscambio con le stazioni ferroviarie, per servizi di bici elettriche nei pressi delle stazioni, per l’informatizzazione del traffico.  Altri interventi, tipo parcheggi sotto spazi pubblici, sistemazione di  approdi turistici,   rappresenterebbero per i comuni una fonte inesauribile, continua,  di entrate, essendo di notevole ritorno economico e potrebbero avere anche un project  financing per la costruzione o altri tipi di finanziamento privato-pubblico.

E poi, non per ultimo, c’è l’impagabile valore di decongestionare i centri abitati dei comuni, annebbiati, in alcuni mesi, dallo smog cancerogeno del flusso enorme degli autoveicoli, soprattutto dei pullman a diesel, che non avranno più motivo di attraversarli. E quanto vale la vita umana?

Chiaramente ci sarebbe ancora da dire tanto, ma, ripeto,  questa è un’ipotesi, da approfondire e verificare  con uno studio di fattibilità o progetto preliminare occorrente per una prima valutazione con tutti gli organi competenti, attorno ad un tavolo, comprese anche le associazioni ambientalistiche, senza voler essere, questa,  una provocazione, bensì una necessità di sentire tutte le parti in sede di partenza, dove ognuno, ufficialmente, si dovrà  prendere le proprie responsabilità.   Nel matrimonio…il prete dice : chi ha qualcosa da dire, parli ora o non parli più. Questo per evitare le solite “tarantelle” che frequentemente si verificano, per avere cioè dei punti fermi , dei paletti inamovibili.

Piano di Sorrento, 09/04/2018

                                   Ing.  Raffaele d’Esposito

Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe 1

    I flussi turistici vanno regolamentati. Senza negare a nessuno la bellezza dei nostri luoghi.Bisogna coinvolgere autorità, istituzioni, tour operatore, associazioni e quant’altro per far in modo di venire tot alla volta tutto l’anno. In un recipiente di 20 litri non puoi versarne 50….quello che fuoriesce arreca solo danno.