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Ravello riduzione di pena per Vincenza Di Pino da 23 a 9 anni per omicidio Attruia il cerchio su Lima

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Anteprima Positanonews. Ravello , Costiera Amalfitana . Considerevole e determinante riduzione della pena per Vincenza Dipino da 23 a 9 anni per la concessione delle attenuanti generiche ed il riconoscimento della minima partecipazione al reato rispetto alla condotta del Lima, di fatto è un brillante successo degli avvocati Marcello Giani e Stefania Forlani dopo l’arringa al Tribunale di Salerno. Un caso da studiare di cui approfondiremo le motivazioni, fondamentalmente non è stata ritenuta da sola capace di uccidere e forse non è stata lei quella che  ha tolto la vita a Patrizia Attruia ora il cerchio si stringe su Lima. 

Vincenza Dipino, ritenuta dall’accusa la principale indiziata della morte della donna di Scafati che la 55enne di Ravello aveva accolto in casa insieme con il suo compagno Giuseppe Lima

Un delitto a tinte fosche che sconvolse Ravello e l’intera Costa d’Amalfi e che secondo l’accusa sarebbe stato l’epilogo di una tumultuosa convivenza, a cui la stessa Dipino diede vita invitando la Attruia e il suo compagno a trasferirsi nell’abitazione di San Cosma. Una tesi quest’ultima, insieme con quella della gelosia, che sarebbe stata smontata nel corso dell’ultima arringa da parte degli avvocati della donna di Ravello.

«Vincenza Dipino non era gelosa di Patrizia Attruia. Erano amiche, insieme erano andate in chiesa perché Enza voleva fare la cresima per sposare Vincenzo Della Pietra e voleva la Attruia come madrina» così avevano riferito in aula  i legali di Vincenza Dipino, smontando le accuse rivolte alla propria assistita dal pm Cristina Giusti che aveva chiesto l’ergastolo per l’imputata, pur modificando nel corso della propria requisitoria il capo di imputazione da omicidio premeditato a concorso in omicidio volontario motivato dalla gelosia per Giuseppe Lima, suo convivente proprio di recente arrestato perché ritenuto anche lui coinvolto nel fatto di sangue.

E mentre i suoi legali discutevano (prima l’avvocato Stefania Forlani, poi il collega Marcello Giani) Vincenza, presente in aula, seduta al banco della difesa, avrebbe iniziato a piangere.

La  sentenza della Corte di Assise di Appello presieduta da  Francesco Verdoliva, a latere e relatore il dottor Francesco Siano, procura generale dottoressa Antonella Giannelli verrà depositata entro trenta giorni . 

Intanto per Lima ci sarà l’udienza preliminare con il GIP  Maria Zambrano il prossimo 27 marzo. 

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