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Il punto del sociologo/1. Considerazioni e riflessioni sul voto del 04.03.2018, di Maurizio Vitiello.

Articolo di Maurizio Vitiello – Il punto del sociologo. Considerazioni e riflessioni sul voto del 04.03.2018.

Articolo di Maurizio Vitiello – Considerazioni sulle ultime votazioni elettorali del 04.03.2018.

La situazione è diventata problematica per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché il risultato elettorale premia il M5S, con Luigi Di Maio, leader, e anche la coalizione di destra, con il “futuro” premier designato, dall’interno, Matteo Salvini.
Difficile per chi avrà l’incarico dalla mani del Capo dello Stato trovare una maggioranza credibile.
Ovviamente, affonda il PD di Matteo Renzi, di Rignano sull’Arno, dove per dieci anni si è svolto la manifestazione “CREATIVA” con incontri alternativi d’arte, dove abbiamo partecipato, ma sconosciuto a moglie e a sorella dell’ex leader, incontrate a Napoli, in visita al Museo di Capodimonte, con cui abbiamo conversato; sarà stata sconosciuta anche al buon Matteo Renzi … ? chissà …?
Comunque, se analizziamo con calma e a “mente fredda”, vediamo che il vero vincitore non è Renzi, ovviamente, ma il PD, il partito che potrebbe agganciarsi al M5S e trasformare quel movimento-partito in un una colonna futura per inglobare il nuovo PD, che urge far nascere dalla battuta d’arresto di queste votazioni.
Insomma, a sinistra si prospetterebbe M5S e nuovo PD in un unico grande partito della sinistra, ma, ovviamente, in linea futura, come ha pensato il “maître à penser” Eugenio Scalfari, in una sua ultima esternazione.
Il Centro-Destra, con possibile leader Matteo Salvini, attende le decisioni di Mattarella.
Sembra che l’Italia sia a un bivio, anzi è a un bivio epocale.
O Di Maio o Salvini, a meno che dal “cilindro” di Mattarella esca un nome “super partes”, capace di raccogliere la fiducia in Parlamento con lo schieramento M5S aggregato a una componente numerosa di PD o con un Centro-Destra capace anch’esso di aggregare voti favorevoli da altri schieramenti o, addirittura, capace di mettere d’accordo gli “antipodi” per un governo di programma in pochi punti.
Alla fine, uno sconfitto PD potrebbe diventare l’ago della bilancia politica prossima italiana agganciandosi al M5S oppure il Centro-Destra potrebbe riuscire nel “miracolo” di un’aggregazione trasversale, ma sempre contro e lontano dal PD, o un uomo, di vecchio stampo DC, “super partes”, con mirabolanti doti di equilibrista politico, potrebbe riuscire a tenere due schieramenti, fieramente contrapposti, sino a tutt’oggi.
Al momento, il M5S è il “movimento-partito” che ha ottenuto il responso positivo dalle urne come maggior partito mentre il Centro-Destra è la coalizione che ha riscosso un successo pieno, con la Lega felicemente in alto nei confronti degli altri partiti-amici.
Staremo a vedere, nei prossimi giorni, cosa riuscirà a concludere e a concretizzare Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, che punta ad agganciare il M5S, ma gli altri del PD lo lasceranno operare?
L’Esecutivo dovrà essere formato, altrimenti si prospetterebbero altre elezioni; forse, il male minore? per uscire da quest’ “impasse”?
Questi prossimi giorni vedranno le correnti interne dei vari partiti fluidificare ipotesi e possibilità e sul piano internazionale Donald Trump ha segnalato che s’incontrerà con Kim Jong-un della Corea del Nord; nessuno s’aspettava che potesse accadere, dopo la drammatica “escalation” degli scorsi mesi, sul filo della tensione nucleare.
La diplomazia è riuscita a far incontrare due avversari che possono decidere dei destini del mondo intero; riusciranno i nostri “domestici diplomatici” a far incontrare su un piano di responsabilità i vertici dei partiti del Bel Paese?

Maurizio Vitiello

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