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Amalfi . Arriva Don Antonio Coluccia il prete operaio che ha travormato il covo della banda della Magliana in casa di accoglienza

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Domani venerdì 9 Marzo (ore 10)   il duomo di Amalfi arriva don Antonio Coluccia, il prete originario di Specchia nel Salento, che vive sotto scorta per effetto delle tante battaglie per la legalità e che ha trasformato qualche anno fa la villa confiscata a un boss della Banda della Magliana in una casa di accoglienza“.

Da un covo sequestrato alla banda della Magliana (Roma nord) ha ricavato un centro di accoglienza per poveri e sbandati che la vita ha ricacciato ai margini. Nello stanzone dove i criminali si riunivano, ora c’è una cappella dove dice messa e i banchi sono sempre affollati degli emarginati del quartiere popolare tristemente famoso. Sulla porta, il ritratto di Giuseppe Di Matteo, il bambino figlio di mafioso che nel 1996 fu ucciso e buttato nell’acido.

La “Fondazione Foedus” (che aiuta i bisognosi di tutto il mondo con opere di utilità sociale) lo ha appena insignito dell’omonimo premio giunto alla sedicesima edizione (un’opera artistica di Antonio Saccone), al galà “Un dono per un sorriso”: così la sua vicenda è balzata agli onori della cronaca nazionale e don Antonio è diventato un personaggio.

Non che ci tenga particolarmente, perché è sostanzialmente un timido: così lo descrive un anziano parroco di Specchia, don Rosario Stasi (una vita in Africa), che lo ha conosciuto negli anni scorsi e apprezzato per la sua volontà d’acciaio.

Per questo suo impegno don Antonio è finito nel mirino della criminalità: ha ricevuto pesanti minacce, tanto che la Questura non poteva che assegnargli una scorta che lo protegge.

Origini povere (i suoi sono stati emigranti in Svizzera), nel 2000 don Antonio fa l’operaio al calzaturificio “Adelchi” di Specchia. Un viaggio in Albania gli c ambia la vita, gli fa capire qual’è la sua mission. Un prete vocazionista incontrato a Valona, che aiuta la gente a sortire dal comunismo.

Poi la vocazione: sei anni fa (24 aprile 2010) fu ordinato sacerdote a Pompei (Santuario Madonna del Rosario).
Nel 2012 fonda l’Opera don Giustino onlus per essere vicino agli ultimi della città.
A fine anno (28 dicembre) don Antonio parteciperà a un convegno a Ugento presso la Diocesi dove parlerà di solidarietà e dei suoi progetti futuri.

Dopo i saluti del presidente dell’associazione «Mani Pulite», Andrea Cretella e del presidente del Centro Solidarietà Mons. Ercolano Marini, Nicola Carrano, si entrerà nel vivo del convegno dal titolo «Legalità è Territorio – Impegno Cristiano» moderato dal giornalista Andrea Pellegrino, socio fondatore dell’Associazione Nazionale “Mani Pulite”.

Oltre a quello di don Antonio Coluccia, fondatore di «Opera Don Giustino» sono previsti gli interventi del magistrato Claudio Trincali, già Presidente della III Sez. Penale Tribunale di Salerno, del neuropsichiatra Guido Milanese, dell’avvocato Michele Sarno, Presidente Camera Penale di Salerno. Al convegno è prevista la partecipazione dell’attore Pippo Franco, che porterà la sua esperienza Spirituale.

Parteciperanno al convegno gli alunni delle scuole superiori della Costiera Amalfitana. Alla fine del convegno don Antonio Coluccia consegnerà un riconoscimento a tutte le forze dell’ordine impegnate nella lotta alla criminalità organizzata.

Una bella iniziativa questa ad Amalfi che va meritatamente sottolineata.

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