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Napoli. Raffaele Vanacore, un giovane vicano presenta il suo primo libro “La rivoluzione contro l’ape regina”

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Vico Equense. “L’analisi del rapporto tra uomo, società e patologia mentale sfugge sempre più all’indagine psichiatrica, lasciata in balia di una nosografia che assegna scarsa importanza al ruolo giocato dal soggetto e dal mondo in cui egli vive.

L’enigma-uomo può, in verità, definirsi come universo di potenzialità collassate su di uno specifico e storico contesto spazio-temporale. In questo senso, è un alveare-mondo prestabilito o, in altri termini, una narrazione costantemente diversa – dalle forme mitologiche a quelle della neo-tecnologia – a delineare i binari in cui il soggetto scrive la propria storia.

Occorre, dunque, oggi scorgere quanto i più diffusi modelli psichiatrici contribuiscano a condurre l’individuo in una cornice narrante, che legittima il sistema stesso e trascura le forme della sofferenza.

Questo potrebbe essere un passaggio fondamentale verso la comprensione dell’essere umano e verso una rivoluzione contro l’ape regina”.

La prima presentazione di questo libro, scritto da un giovane vicano, medico specializzando in Psichiatria presso la Seconda Università degli Studi di Napoli (attualmente Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), sarà venerdì 9 Marzo alle 17 a Napoli presso il complesso di San Domenico Maggiore nella Sala dei Capitoli.

Sarebbe interessante avere l’opportunità di presentare il testo e discutere di queste tematiche così attuali anche a Vico.

“Nonostante si cerchi di guardare a nuovi modelli di assistenza per i malati mentali, – spiega il dott. Raffaele Vanacore – sembra a volte che si torni indietro, come la chiusura del centro di Sorrento dimostra.

Sicuramente viviamo in una società in cui far fronte a questa vera e propria epidemia di casi psichiatrici non è semplice. È per questo che il modello assistenziale va ripensato.

Spero quindi che la presentazione possa essere l’inizio di un confronto fertile fra mondo universitario, assistenza territoriale e società civile”.

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