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Napoli. Case popolari di Scampia ai pusher. L’ira di chi è in graduatoria: «Favoriti abusivi e camorristi»

Napoli. Case popolari di Scampia anche ai camorristi purché non siano stati condannati in Cassazione. Lo decide l’Amministrazione, ma le opposizioni in Consiglio comunale chiedono l’immediato stop alle assegnazioni. Il Pd va all’attacco, ricordando di aver già presentato esposti alla Corte dei Conti, alla Procura e all’Anac (che ha archiviato per mancanza di competenza). E il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luciano Passariello, si rivolge direttamente al Prefetto. Interpellato, l’assessore competente Enrico Panini dice invece di essere troppo impegnato per rilasciare dichiarazioni. Silenzio su una vicenda complessa, che si trascina da mesi. Tutto parte dalla necessità di sgomberare le Vele per poterle abbattere utilizzando i 27 milioni stanziati dal governo: il programma prevede non solo la scomparsa dei palazzi simbolo del degrado (ne dovrebbe restare in piedi uno solo da ristrutturare), ma la complessiva riqualificazione dell’area. Obiettivi importanti. E per raggiungerli l’amministrazione, in accordo con il Comitato Vele che del progetto è coautore (anche se uno dei leader figura nella graduatoria degli esclusi perché non ha dichiarato di aver pagato le tasse comunali e l’indennità di occupazione), ha stabilito che i fabbricati dovranno essere svuotati prevedendo il passaggio da casa a casa. Ma gli occupanti sono abusivi e non possono esserci sanatorie, quindi la Regione ha stoppato un primo bando e imposto che nel secondo si prevedessero solo assegnazioni provvisorie. Sono arrivate 210 richieste, solo due famiglie avevano i requisiti richiesti. Di qui la norma che di fatto sancisce la sanatoria generale. La delibera di giunta del 22 gennaio, infatti, prevede che le abitazioni posano andare anche ai camorristi e a chi si è macchiato di reati associativi, purché non sia stato colpito da sentenze definitive. E, da quel che risulta dalla stessa delibera, tra i richiedenti ci sono sei persone con carichi pendenti e dieci con condanne passate in giudicato. Non solo: spulciando l’elenco dei non aventi diritto che sono stati riammessi, spunta anche un nucleo familiare che chiede tre case (genitori, fratelli e cugini abitano già in cinque alloggi costruiti con i soldi dello Stato) e si scopre che uno dei richiedenti ha pesanti precedenti penali. Di qui le proteste dei sindacati e delle opposizioni. «La Giunta comunale blocchi ad horas la delibera numero 21 del 22 gennaio 2018 per l’assegnazione degli alloggi comunali. In totale spregio di tutte le norme regionali, ma anche degli stessi regolamenti comunali, vengono assegnate le abitazioni nell’ambito del complesso di edilizia residenziale sostitutiva delle Vele secondo criteri sommari e per nulla trasparenti?». Lo chiedono Valeria Valente, deputata e consigliere comunale del Pd e i consiglieri del gruppo consiliare del Pd Federico Arienzo, Aniello Esposito, Salvatore Madonna e Alessia Quaglietta, che aggiungono: «Nell’assegnazione delle abitazioni si stanno palesando pesanti falle che favoriscono soggetti non in possesso di requisiti morali, a danno di chi è inserito nelle regolari graduatorie. Lo scorso mese di ottobre avevamo visto giusto con il nostro esposto inviato alla Corte dei Conti, alla Procura e all’Anac, a cui abbiamo sottolineato tutte le gravi disfunzioni e la mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale nella gestione del patrimonio a fini abitativi. Palesi erano e si confermano i rischi di infiltrazione della criminalità, così come il fatto che vengano favoriti gli occupanti abusivi e chi non è in possesso dei requisiti. Abbiamo, sempre su questo tema, elaborato anche un dossier invitando l’amministrazione a fare chiarezza». E gli esponenti del Partito Democratico concludono chiedendosi: «Ma da Palazzo San Giacomo mai una risposta chiara e di merito». Il consigliere regionale Luciano Passariello, invece, spiega: «In mattinata ho telefonato al prefetto di Napoli Carmela Pagano, sollecitando un incontro in giornata per chiederle una risposta ufficiale dello Stato in merito alla spregiudicata delibera datata 22 gennaio scorso della Giunta de Magistris che di fatto legittima le occupazioni abusive di spacciatori nelle Vele di Scampia». Nel pomeriggio lo stesso Passariello consegna in prefettura la delibera “incriminata” con una lettera di accompagnamento e afferma: «Siamo ad un punto di non ritorno, la situazione non è più tollerabile. Una condizione di totale illegalità tollerata, anzi, sollecitata dall’Amministrazione comunale che, si legge, prevede la “migrazione spontanea dei residenti nelle Vele da demolire agli altri immobili del complesso”. Vogliamo risposte chiare e immediate dallo Stato, non c’è più tempo da perdere». Mobilitati i sindacati del settore casa, direttamente interessati alla vicenda, già da giorni in campo per dire: così le abitazioni disponibili in via Gobetti andranno agli abusivi delle Vele e non a chi resta in graduatoria da più di venti anni. «Questa sembra una vera e propria incitazione al reato – la tesi di Paolo Califano dell’Uniat – Le occupazioni sono illegali e l’amministrazione sostiene che sono nel suo interesse: è inaudito. E non solo: si privilegiano i malavitosi che aspettano la sentenza di Cassazione ai danni dei tanti cittadini onesti che avrebbero diritto a un tetto e che non hanno mai occupato». Antonio Giordano, segretario regionale del Sunia, conclude: «L’amministrazione, nonostante le inchieste giornalistiche e le nostre sollecitazioni sembra voler andare dritta per la sua strada: pur di liberare le Vele da abbattere offre un’abitazione ai malavitosi purché non abbiamo sentenze passate in giudicato». (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)

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